Ue aiuterà banche a eliminare crediti in sofferenza causa Covid

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Bandiere dell'Unione europea davanti alla sede della Commissione a Bruxelles

LONDRA (Reuters) - L'Unione europea ha delineato dei piani per aiutare le banche a liberarsi più facilmente dei crediti deteriorati e continuare a erogare credito a famiglie e imprese colpite dalla pandemia di Covid-19.

Una lezione dalla precedente crisi finanziaria è stata che le banche, incapaci di affrontare la questione degli Npl, non sono riuscite a continuare a concedere prestiti, cosa che è vitale per la ripresa di una regione che dipende fortemente dalle banche per il finanziamento delle imprese.

Il volume dei prestiti in sofferenza dovrebbe aumentare il prossimo anno dopo la scadenza delle sospensioni dei rimborsi dei mutui per le famiglie e delle misure di soccorso per le imprese, che sono state introdotte quando sono stati imposti i lockdown.

Gli Npl rappresentavano il 2,8% dei crediti delle banche europee alla fine di giugno, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2019.

Il responsabile della vigilanza della Banca centrale europea, Andrea Enria, ha avvertito che potrebbe esserci una "grande ondata" di prestiti non rimborsati che potrebbe superare i 1.400 miliardi di euro.

"Non fare nulla comporterebbe una stretta creditizia, il che significa che le imprese fallirebbero ancora di più e si perderebbero posti di lavoro", ha detto ai giornalisti il commissario europeo per i servizi finanziari Mairead McGuinness.

Basandosi sulle misure precedenti del 2017, la Commissione europea ha presentato proposte per un mercato più efficiente per i crediti deteriorati creando una rete di cosiddette bad bank per gestirli, sostenuta da un database centrale per migliorare la trasparenza e aiutare a trovare acquirenti per gli Npl.

Tuttavia, la proposta non include la creazione di una bad bank a livello europeo richiesta da Enria, poiché raggiungere un accordo su una questione tale avrebbe fatto perdere "tempo prezioso", ha riferito un funzionario europeo.

'POCO AMBIZIOSO'

L'Associazione per i mercati finanziari in Europa, un gruppo di lobby bancarie, ha detto che il piano d'azione è "poco ambizioso" e non sarà sufficiente per affrontare l'accumulo di sofferenze post-Covid.

L'associazione europea dei consumatori Beuc ha affermato che le misure hanno lasciato i debitori vulnerabili al fatto che i loro prestiti possano finire nelle mani di "fondi avvoltoi" che cercano aggressivamente i rimborsi, ma McGuinness ha detto che la protezione dei debitori è stata "in primo piano" nei progetti europei.

Per migliorare la trasparenza nella vendita dei crediti, alle banche potrebbe essere richiesto di utilizzare un modello per garantire che i dettagli sui crediti deteriorati siano comparabili in tutta la Ue.

Inoltre, Bruxelles vuole una maggiore convergenza nelle norme nazionali in materia di insolvenza e propone che le banche che acquistano crediti in sofferenza non possano accantonare più capitale del venditore per coprirsi da potenziali insolvenze.

Il pacchetto europeo chiarisce anche le regole del blocco sugli aiuti di Stato alle banche durante gli shock economici, note come "misure precauzionali". In base a questa disposizione, non dovrebbero essere concessi fondi a istituti di credito che erano già in difficoltà prima della crisi dovuta al Covid-19.

"Questo pacchetto non è denaro per le banche", ha detto McGuinness.

((Tradotto da Redazione Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, alice.schillaci@thomsonreuters.com, +48587696614))