Ue, Albania e Macedonia del Nord iniziano colloqui adesione

Una bandiera dell'Unione europea a Bruxelles

BRUXELLES (Reuters) - L'Albania e la Macedonia del Nord hanno iniziato i colloqui di adesione all'Unione europea, superando una serie di ostacoli sollevati da alcuni governi del blocco, malgrado la promessa iniziale di avviare i negoziati a metà 2018.

L'avvio dei negoziati formali per consentire ai due paesi balcanici di entrare a far parte dell'Unione europea rappresenta una svolta, ma ha anche evidenziato come la Ue abbia poco interesse a un ulteriore allargamento, in particolare tra gli stati dell'Europa settentrionale.

"Avete dimostrato una pazienza strategica, in abbondanza", ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ai leader di Albania e Macedonia del Nord a Bruxelles, insieme al primo ministro ceco, cui spetta la presidenza di turno della Ue.

Nonostante la raccomandazione dell'esecutivo Ue di avviare i colloqui con i due Stati quattro anni fa, prima i parlamenti di Germania e Paesi Bassi, poi il presidente francese e infine il governo bulgaro si sono alternati nel bloccare il processo con varie richieste ai due candidati.

"Il futuro europeo è alla vostra portata. Vi auguro di percorrere la strada più rapida possibile", ha detto il primo ministro ceco Petr Fiala.

Pur essendo già entrambi membri della Nato, Albania e Macedonia del Nord sono state vittime di un contrasto politico negli Stati membri relativo all'immigrazione dall'esterno del blocco.

Tale contrasto ha raggiunto l'apice a settembre dello scorso anno, quando i 27 governi della Ue non sono riusciti ad accordarsi per una garanzia di futura adesione dei sei paesi balcanici, da anni candidati all'ingresso nell'Unione.

A Serbia, Kosovo, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Albania e Macedonia del Nord è stato promesso un posto nella Ue, ma non prima dell'introduzione di severe riforme economiche, politiche, militari, sociali e legali.

Sebbene tale garanzia sia stata ora ripristinata, la Bulgaria aveva bloccato ogni ulteriore progresso fino a quando la Macedonia del Nord, che aveva già cambiato nome per soddisfare la Grecia, non ha accettato di modificare la costituzione per riconoscere una minoranza bulgara.

Sabato scorso i parlamentari di Skopje hanno approvato un accordo con la mediazione della Francia per risolvere la controversia, in modo che Sofia rimuovesse il veto all'allargamento

"Sappiamo che questo non è l'inizio della fine, ma solo la fine dell'inizio", ha detto il primo ministro albanese Edi Rama, i cui progressi sono legati alla Macedonia del Nord.

I colloqui per l'adesione alla Ue e le riforme potrebbero richiedere altri anni, hanno fatto sapere i funzionari di Bruxelles.

(Tradotto da Luca Fratangelo, editing Gianluca Semeraro)

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