Ue, in arrivo nuove restrizioni per Mosca. Nel mirino il metallo più prezioso

Nuove misure in vista contro la Russia. Questa volta nel mirino della Commissione europea c’è uno dei beni più preziosi, dopo il gas, per Mosca, ovvero l’oro. Le esportazioni del prezioso metallo nel 2020 hanno fruttato al paese circa 18 miliardi e mezzo.

“Putin deve continuare a pagare un prezzo alto per la sua aggressione”, ha twittato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Le nuove restrizioni al vaglio di Bruxelles rientrano in un pacchetto di misure volte a rafforzare quelle adottate in precedenza dai 27 Stati membri, ha sottolineato il Ministro degli Affari europei e vice presidente della Commissione europea, Maroš Šefčovič.

"Non si tratta di un ulteriore pacchetto di sanzioni. Si sta lavorando per apportare dettagli a quelli già in vigore. Non appena raggiungeremo un accordo a livello di Stati, le pubblicheremo”, ha aggiunto Šefčovič. Lo stop alle importazioni di oro russo, era stato già deciso dal G7. Finora l’Unione europea ha adottato 6 pacchetti di sanzioni, compreso un embargo petrolifero, per paralizzare la capacità russa di finanziare la guerra.

Al momento sembra improbabile che la Commissione proponga nuove restrizioni sul settore energetico russo e dunque anche un eventuale stop agli acquisti di gas. Il settimo pacchetto potrebbe invece includere un riferimento al chiarimento sul transito di merci sanzionate dalla Russia a Kaliningrad. La proposta della Commissione sarà discussa dal ministero degli Affari Esteri lunedì prossimo.

La questione del gas

La Russia, il principale fornitore di combustibili fossili del blocco, sta conducendo una guerra brutale contro l'Ucraina che non vedere una fine. Mentre le nazioni occidentali colpiscono il Paese con un numero sempre maggiore di sanzioni, il Cremlino replica colpendo il tallone d'Achille dell'UE: la dipendenza dal gas. Negli ultimi mesi, Mosca ha interrotto totalmente o parzialmente la fornitura di gas a diversi Stati membri dell'UE, un attacco radicale che danneggia sia l'economia europea che quella russa.

Il motivo principale a giustificazione di questa mossa è un decreto emesso dal presidente Vladimir Putin che obbliga le compagnie energetiche ad aprire un conto bancario in rubli presso la Gazprombank per concludere le transazioni. Poiché alcuni governi si sono rifiutati di conformarsi a questa imposizione unilaterale, temendo di violare i loro contratti e lo spirito delle sanzioni dell'UE, Putin ha iniziato a punire quelli che sono stati etichettati come Paesi "non amici".

Il blocco si sta preparando a un'interruzione totale dei flussi di gas russo, uno scenario che secondo molti economisti scatenerebbe automaticamente una profonda recessione e costringerebbe i governi a razionare l'energia.

La Commissione europea sta lavorando a un piano per coordinare le misure di emergenza ed evitare i personalismi che hanno ostacolato la risposta iniziale alla pandemia COVID-19. "Dobbiamo anche prepararci a ulteriori interruzioni delle forniture di gas e persino a un'interruzione completa delle forniture di gas russo", ha dichiarato la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. "È ovvio: Putin continua a usare l'energia come un'arma".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli