Ue, Brunetta: ha fatto sua parte, Italia dimostri pu fare propria

Pol-Afe
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Roma, 22 lug. (askanews) - "Il programma di risanamento non sar un "pasto gratis". Come ricordato dalla presidentessa della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, stato approvato un "pacchetto senza precedenti: il Recovery and Resilience Facility stabilito in una maniera molto chiara: volontario, ma chi vi accede deve allinearsi con il semestre europeo e le raccomandazioni ai Paesi. Finora dipendeva solo dai Paesi rispettarle o meno, ma ora le raccomandazioni sono legate a sussidi e potenziali prestiti". Cos Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, in un editoriale sul Riformista. "Volontariet e condizionalit. Queste, quindi - aggiunge - le due caratteristiche del fondo europeo per la ricostruzione. Una opportunit senza precedenti per l'Italia di ottenere risorse (tante) dall'Europa, con la condizionalit positiva di doverle utilizzare per realizzare tutte quelle riforme strutturali ritenute vantaggiose, necessarie per ricucire il gap con gli altri paesi europei, che quelle riforme hanno fatto ormai da anni. Le ricordiamo: riforma del mercato del lavoro, del sistema pensionistico, liberalizzazioni, privatizzazioni, riforma della burocrazia e della pubblica amministrazione, riforma della giustizia, investimenti nella green economy e nella digital economy. Ecco. Per ricevere i fondi europei il nostro Paese, finalmente diciamo noi, sar costretto ad imboccare, senza se e senza ma, la strada della modernizzazione. Rimandare non si pu pi. L'Europa quindi ha fatto la sua parte. Coraggiosa, niente affatto scontata. Ora toccher all'Italia fare la propria. Ovvero dovr immediatamente scrivere e presentare il Recovery Plan, entro il prossimo ottobre, Recovery Plan su cui il Governo ancora in alto mare. E dovr farlo avendo bene in mente le priorit strategiche per il nostro Paese e declinandole in funzione delle "Raccomandazioni Paese" inviate dalla Commissione Europea lo scorso maggio. Dovr, inoltre, dire subito e chiaramente quali altre risorse europee utilizzare, tra MES, BEI e SURE, evitando un pericoloso 'cherry picking', che farebbe perdere all'Italia reputazione agli occhi dei partner europei".