Ue chiama Usa, ci sono due elefanti da allontanare dalla Libia

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BERLIN, GERMANY - JUNE 23: US Secretary of State Antony Blinken (L) is welcomed by German Foreign Minister Heiko Mass (R) Second Berlin Conference on Libya, in Berlin, Germany on June 23, 2021. (Photo by Thomas Imo/photothek.de/Pool/Anadolu Agency via Getty Images) (Photo: Anadolu Agency via Getty Images)
BERLIN, GERMANY - JUNE 23: US Secretary of State Antony Blinken (L) is welcomed by German Foreign Minister Heiko Mass (R) Second Berlin Conference on Libya, in Berlin, Germany on June 23, 2021. (Photo by Thomas Imo/photothek.de/Pool/Anadolu Agency via Getty Images) (Photo: Anadolu Agency via Getty Images)

Il “ritiro immediato dei mercenari stranieri dalla Libia” - su cui la Turchia ha “avanzato delle riserve” - è il punto centrale della dichiarazione finale adottata oggi alla seconda Conferenza internazionale di Berlino sulla Libia, a cui ha partecipato anche il segretario di Stato Usa Antony Blinken. Sugli Stati Uniti contano gli alleati europei per dare solidità al fragile processo di pacificazione del Paese. Lo ha detto chiaramente il premier Mario Draghi in Aula al Senato: “l’attore che avrebbe più carte da giocare non vuole essere coinvolto in quella parte del mondo: questo è stato anche oggetto dei colloqui avuti in Cornovaglia. Ciò che però si sta cercando di fare è sollecitare l’azione dell’Unione europea come tale sotto l’auspicio delle Nazioni Unite e a quel punto vedere se gli Stati Uniti possono affiancare o possono comunque essere favorevoli all’azione delle Nazioni Unite in quella parte del mondo, di nuovo nella consapevolezza che ormai quella sfida è diventata troppo grande per essere affrontata dai singoli Paesi”.

Le questioni principali sono due: il percorso verso le elezioni del 24 dicembre e il ritiro dei mercenari stranieri ancora presenti sul territorio libico. Ci sono ancora mercenari ciadiani e sudanesi, ma soprattutto miliziani siriani filo-turchi (presenti assieme a militari e addestratori turchi) e mercenari russi del Wagner Group, che spalleggiano il generale Haftar. Sono questi i due grandi elefanti nella stanza che ostacolano l’attuazione del processo di pacificazione già deciso nella road map, L’incognita principale è cosa faranno queste forze straniere. Teoricamente, si dovrebbero ritirare. Il problema, però, è che nessuno si ritira se non c’è un potere di coercizione dall’altra parte è molto difficile che se possano andare autonomamente e che questo g...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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