Ue chiarisce come aziende possono pagare legalmente il gas russo

Una bandiera dell'Unione europea e una bandiera russa dietro a una miniatura di un gasdotto

BRUXELLES (Reuters) - La Commissione europea ha confermato come le aziende dell'Unione europea possono pagare il gas russo senza violare le sanzioni contro la Russia.

È quanto emerge da un aggiornamento delle indicazioni in materia, consultato da Reuters.

Dopo che la Russia ha chiesto agli acquirenti esteri di iniziare a pagare il gas in rubli, ad aprile la Commissione ha comunicato agli stati membri che le aziende europee possono pagare per la fornitura di gas russo senza violare le sanzioni imposte dal blocco contro Mosca, ma solo a determinate condizioni.

Nelle ultime indicazioni, condivise oggi con gli stati membri Ue e viste da Reuters, la Commissione ha confermato, in linea con le dichiarazioni precedenti, che le sanzioni del blocco non impediscono alle aziende di aprire un conto presso una banca e che le imprese possono pagare il gas russo a condizione che lo facciano nella valuta concordata nei contratti esistenti e che dichiarino che la transazione, una volta completata, è stata effettuata con la valuta in questione.

Quasi tutti i contratti di fornitura che le aziende Ue hanno con il gigante russo del gas Gazprom sono in euro o in dollari.

Ad aprile la Russia ha tagliato le forniture di gas a Polonia e Bulgaria perchè avevano rifiutato di pagare in rubli. Diversi stati Ue e grandi importatori hanno chiesto a Bruxelles maggiore chiarezza sulla possibilità di continuare ad acquistare gas, utilizzato per il riscaldamento di case, per produrre elettricità e alimentare stabilimenti in tutta Europa.

In base alle linee guida, le aziende dovrebbero rilasciare un "chiaro comunicato" in cui si dichiara che, una volta effettuato il pagamento in euro o dollari, gli obblighi previsti dai contratti esistenti sono considerati soddisfatti.

Si deve intendere che "tali pagamenti in tale valuta sollevano definitivamente l'operatore economico dagli obblighi di pagamento previsti da tali contratti, senza ulteriori azioni previste per quanto riguarda il pagamento".

Ponendo fine ai propri obblighi con il deposito di euro o dollari, una società dovrebbe poter evitare di rapportarsi con la banca centrale russa, che è sottoposta a sanzioni e potrebbe essere coinvolta nella conversione di euro in rubli.

Il decreto del presidente Vladimir Putin aveva stabilito che una transazione sarebbe stata considerata completa solo dopo la conversione della valuta estera in rubli.

La Commissione non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.

(Tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Claudia Cristoferi)

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