Ue-Cina, vertice in videoconferenza per accordo su investimenti

Red
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Bruxelles, 30 dic. (askanews) - Si terrà oggi a partire dalle 13 una riunione dei leader Ue-Cina tramite videoconferenza. L'Ue sarà rappresentata dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, mentre per la Cina parteciperà il presidente Xi Jinping.

La videoconferenza, annunciata ieri da Michel, dovrebbe marcare la conclusione dei negoziati sull'Accordo generale Ue-Cina sugli investimenti ("Comprehensive Investment Agreement", Cai) dopo i progressi compiuti recentemente, a seguito dell'intensificazione delle trattative dopo il 22esimo vertice Ue-Cina del 22 giugno 2020 e soprattutto la successiva videoconferenza dei leader del 14 settembre 2020. Proprio in quest'ultima videoconferenza le due parti avevano riaffermato il loro obiettivo di colmare le lacune rimanenti per completare i negoziati entro la fine dell'anno.

I negoziati sono stati attivamente sostenuti dalla presidenza tedesca del Consiglio Ue. "Parallelamente all'incontro istituzionale Ue-Cina, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente Francese Emmanuel Macron avranno un incontro con il presidente Xi", annuncia una nota del Consiglio.

L'accordo sugli investimenti, su cui si negozia dal 2014, mira a riequilibrare le condizioni di accesso delle imprese europee al mercato cinese, oggi penalizzate rispetto a una migliore situazione delle imprese cinesi sul mercato europeo. Dovrebbe rimuovere alcune barriere agli investimenti europei in Cina in diversi settori come le proprietà immobiliari e l'edilizia, l'industria manifatturiera e i servizi finanziari.

Nella bozza di accordo c'è una particolare attenzione alla finanza sostenibile e agli investimenti reciproci nel settore dell'energia rinnovabile. Vengono affrontate anche le questioni dell'obbligo di trasferimento di tecnologie per le imprese europee che vogliono aprire delle loro sedi nel mercato cinese e dei sussidi alle imprese statali nel Paese. La Cina, inoltre, come chiedeva l'Ue, si è impegnata a ratificare due convenzioni contro il lavoro forzato dell'Organizzazione internazionale del Lavoro.