Ue: con i talebani impegno operativo 'Ma non significa il riconoscimento'

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Cooperazione senza formale riconoscimento del regime dei Talebani. È un diplomazia basata sulla necessità di aiutare la popolazione afghana quella delineata dai ministri degli Esteri europei a conclusione, oggi, del loro meeting in Slovenia. Gli Stati membri hanno poi concordato anche sulla necessità di ristabilire una presenza non militare in Afghanistan.

"Per sostenere la popolazione afghana – ha detto l’Alto rappresentante della politica estera Josep Borrell - dovremo aprire un canale con il nuovo governo in Afghanistan, il che non significa riconoscerlo, ma siamo pronti ad assumere un impegno di tipo operativo".

Ma per cooperare l’Europa pone cinque condizioni, i talebani dovranno impegnarsi quindi a: prevenire l'esportazione del terrorismo, rispettare i diritti umani, creare un governo inclusivo, aprire l'accesso agli aiuti umanitari e consentire la partenza di afgani e europei che desiderano andarsene.

Quando i talebani hanno preso ripreso il controllo di Kabul, in modo inaspettatamente veloce, Gli le l’Unione europea ha deciso di chiudere le sue sedi diplomatiche e molti Stati occidentali hanno lasciato le ambasciate, ma così facendo Bruxelles riconosce di aver perso qualsiasi forma di influenza sul nuovo governo, anche formalmente non si affretterà a riconoscimento.

I motivi per mantenere un filo diretto con Kabul sono sia legati alla protezione dei cittadini europei rimasti ancora in Afghanistan che alla prevenzione di nuovi flussi migratori verso l'Europa.

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