Ue, Conte: politica apparsa oligarchica, popolo va ascoltato

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Strasburgo, 12 feb. (askanews) - "La politica europea, di fronte a una crisi economica senza precedenti, si è ritratta impaurita al di qua della fredda grammatica delle procedure, finendo col perdere progressivamente il contatto con il suo popolo e rendendo sempre più incolmabile la distanza, che non è solo geografica, tra Bruxelles e le tante periferie del Continente". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, nel suo discorso alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.

"Progressivamente e inesorabilmente la politica ha rinunciato alla sua funzione legittimante e rappresentativa, apparendo - agli occhi dei cittadini - distante e "oligarchica", incapace di comprendere i reali bisogni della collettività. È divenuta, come è stato acutamente osservato dal politologo Jan Zielonka, "un parametro cerimoniale a copertura di operazioni globali molto complesse, largamente incomprensibili, se non segrete".

"Siamo di fronte a un tornante decisivo della storia dell'Europa unita - ha sottolineato Conte -, ci attendono decisioni fondamentali per il nostro futuro. Questo "popolo europeo", riaffacciatosi prepotentemente sul palcoscenico della storia, chiede con urgenza di essere finalmente ascoltato, chiede un decisivo cambiamento di metodo e di prospettiva".