Ue, Conte: rivedere patto crescita e stabilità, invertire termini

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Bruxelles, 4 feb. (askanews) - Rivedere il patto di stabilità e di crescita dell'Ue invertendone i termini in modo che sia innanzitutto un patto di crescita, soprattutto facilitando per tutti gli Stati membri gli investimenti verdi, nella valutazione del rispetto delle regole di bilancio, per realizzare la transizione energetica e attuare il 'Green Deal' europeo su clima e ambiente. Sono i temi principali del colloquio che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha avuto questo pomeriggio a Bruxelles con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, secondo quanto lo stesso premier ha riferito ai giornalisti, prima di un nuovo incontro con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

Quello con von der Leyen, ha detto Conte, è stato "un incontro molto cordiale e proficuo. Abbiamo parlato - ha riferito - dei principali punti che sono nell'agenda politica della Commissione e dell'Unione europea".

"Ci siamo ritrovati molto consonanti - ha sottolineato il premier - innanzitutto sul 'Green New Deal'. Come sapete sia la Commissione, sia il mio governo puntano molto sul Green New Deal, sugli investimenti verdi che favoriscano la transizione energetica. E' stato uno dei temi più importanti".

"Abbiamo anche discusso - ha continuato Conte - della possibilità di rivedere il Patto di crescita e stabilità. A me piacerebbe rivederlo addirittura invertendo i poli concettuali: renderlo un Patto di crescita e stabilità, perché punti innanzitutto alla crescita, ma ovviamente salvaguardando la stabilità".

Su questo, ha annunciato il presidente del Consiglio, "dobbiamo lavorare, lavoreremo; ragionevolmente verrà lanciata una consultazione pubblica; quindi tutti quanti potremo dare un contributo, e il nostro contributo sarà sicuramente nella direzione di facilitare investimenti verdi. Anche perché questo dovrà essere consentito, lo anticipo e l'ho detto molto chiaramente, a tutti i 27 paesi. Se questo non avvenisse, paradossalmente - ha osservato Conte -, immaginate quello che succederebbe da qui a qualche anno: si creerebbe un divario ancora maggiore fra paesi che hanno più facilmente accesso" agli investimenti, "che avranno realizzato una maggiore transizione energetica e industriale, e altri che sono rimasti indietro. Invece - ha sottolineato ancora il premier - dobbiamo mettere tutti nella condizione di poter avere delle facilitazioni per gli investimenti verdi".

"Poi abbiamo parlato - ha aggiunto Conte - della possibilità di utilizzare i finanziamenti del 'Just Transition Fund' anche per Taranto.(...)". Questo con la presidente von der Leyen oggi "è stato un passaggio molto opportuno, importante: ci siamo detti che già nei prossimi giorni lavoreremo perché, come Italia, per Taranto e altre aree di crisi, si possano utilizzare i finanziamenti del Just Transition Fund", ha concluso il presidente del Consiglio.