Ue, Conte: sul bilancio proposta finlandere è segnale negativo

Afe

Roma, 16 ott. (askanews) - La proposta formulata dalla Presidenza finlandese sul bilancio dell'Ue "è apparentemente equidistante fra quella della Commissione e quella degli Stati che definirei 'minimalisti', che vogliono cioè limitare la spesa complessiva all'1% del Reddito Nazionale Lordo dei 27" ma in realtà "il segnale che proviene dalla proposta della Presidenza di turno è invece negativo, perché finisce per diminuire l'ambizione del bilancio stesso e per renderlo inadeguato alla posta in gioco". Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenendo in Senato in vista del Consiglio Ue.

"Un'ulteriore riduzione del bilancio - ha sottolineato - comporterebbe, infatti, gravi difficoltà dell'Unione nel perseguire direttamente o sostenere gli Stati membri nel raggiungimento di obiettivi di eccellenza nella ricerca e nell'innovazione, nell'azione a protezione del pianeta, negli investimenti indispensabili a costruire un'Europa migliore per i nostri giovani, nella stessa gestione dei flussi migratori".

Secondo il premier, "la discussione in Consiglio Europeo dovrà tenere conto delle indicazioni ricevute dal Parlamento europeo per un bilancio ancora più ambizioso (all'1,3%)".

Per Conte "sul Quadro Finanziario Pluriennale, questo Consiglio Europeo può e deve rappresentare un progresso in un negoziato apparentemente solo tecnico, ma dalla forte valenza politica, perché esso definisce obiettivi e modalità dei fondi europei per il prossimo decennio (2021-2027) e la loro adeguatezza alle ambizioni che l'Unione intende perseguire".

"Come avvenuto nei precedenti Consigli Europei - ha detto ancora - considero essenziale riaffermare con forza le priorità e le linee rosse della posizione italiana. Nella sostanza, riteniamo che la proposta originale della Commissione, sebbene non ambiziosa rispetto a quanto auspicato da noi e dal Parlamento europeo, rappresenti un compromesso sufficientemente equilibrato, sia per la dimensione complessiva delle risorse sia per la loro distribuzione tra le varie rubriche. La Commissione europea ha proposto un tetto alla spesa pari all'1,11% del Reddito Nazionale Lordo dei 27 Stati membri. Secondo i dati forniti dalla stessa Commissione, nel tenere conto delle conseguenze della Brexit, il volume proposto è sostanzialmente analogo a quello del bilancio in vigore (diviso tra 27). Inoltre, il saldo complessivo per il nostro Paese migliora".

Però, "a fronte di questi elementi positivi sui volumi di spesa, vi sono alcune criticità che riguardano i criteri di distribuzione e le modalità di spesa o di funzionamento di alcune condizionalità, come pure un elemento di grande attenzione sulla spesa per la politica migratoria. Mi riferisco, in particolare, al criterio della convergenza esterna per la Politica Agricola Comune, all'indice di prosperità relativa per la Coesione, ai meccanismi di flessibilità, alle condizionalità macroeconomiche e relative allo Stato di diritto e alle nuove risorse proprie".