Ue, decisione su clearing richiederà mesi - commissario Ue servizi finanziari

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Bandiera dell'Unione europea davanti alla sede della Commissione Ue a Bruxelles

LONDRA (Reuters) - Serviranno mesi all'Unione europea per decidere se le banche possano continuare l'attività di compensazione di derivati a Londra.

A renderlo noto è il commissario ai servizi finanziari della Ue, Mairead McGuiness, a riprova di quanto Bruxelles stia mantenendo alta la pressione per dirottare le attività su Francoforte.

Un gruppo di lavoro della Commissione europea ha studiato come migliaia di miliardi di euro in swap sui tassi di interesse possano essere dirottati da Londra, fornendo così alle autorità del blocco una possibilità di essere direttamente coinvolte nell'attività.

"Dovremo ragionare nuovamente sull'orizzonte temporale nei prossimi mesi - piuttosto che nelle prossime settimane - ma non abbiamo ancora preso alcuna decisione", ha detto McGuinness durante un evento del think tank Bruegel.

I funzionari del settore che hanno preso parte agli incontri hanno detto che l'esecutivo Ue si è mostrato sorpreso dalla diffusa opposizione a una migrazione obbligatoria, rimarcando che la decisione spetta ai clienti, benché sia necessaria una qualche forma di soluzione per salvare la faccia.

Da quando la Gran Bretagna ha lasciato l'Unione europea lo scorso dicembre, le camere di compensazione hanno avuto il permesso da parte della Ue di seguire i clienti con base nell'Unione europea fino al 2022.

Lch, società che si occupa di swap europei controllata da London Stock Exchange, dovrà fornire una comunicazione com tre mesi di anticipo ai clienti Ue se non si giungerà a una decisione entro marzo.

La Ue vuole creare una maggiore autonomia nel mercato dei capitali, ponendo fine alla dipendenza dalla City di Londra, che rimane a oggi il maggiore mercato finanziario d'Europa.

L'autorità europea per i mercati azionari, l'Esma, dovrebbe raggiungere delle conclusioni entro la fine dell'anno sul fatto che Lch o altri enti britannici siano "sistemici" o meno e se le attività della Ue debbano essere spostate sul continente.

"Spesso si dice che, se tutto va bene, perché mai dovresti fare qualcosa?", ha detto McGuinness.

"Oggi va tutto bene, ma se le cose andassero male, potremmo garantire che l'Europa sarebbe allo stesso livello del Regno Unito se ci fosse un problema, e come faremmo a curare i nostri interessi essendo sicuri che non siamo eccessivamente dipendenti da alcune infrastrutture per la nostra stabilità?"

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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