Ue, Gentiloni: Due velocità non sono complotto. Di Maio attacca

Andrea Capello
Ue, Gentiloni: Due velocità non sono complotto. Duro attacco di Di Maio

L'Europa a più velocità non va vissuta come un "gigantesco complotto nei confronti dell'Italia", anzi. "Oggi l'Italia è tra i Paesi promotori di questa impostazione e ovviamente, in un'Unione che perderà il Regno Unito, sarà tra i Paesi assolutamente protagonisti di questo processo". E' il pensiero espresso a chiare lettere dal premier Paolo Gentiloni nelle sue comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani a Bruxelles. I "livelli di integrazione differenziata" nell'Ue sono "sostanzialmente già un dato di fatto. Questa prospettiva non deve essere vista né come una resa né come una minaccia. Certamente è un cambiamento di prospettiva", aggiunge. "Di questa prospettiva noi non dobbiamo avere paura, la dobbiamo considerare come un'opportunità. Non è una novità, è la strada che dobbiamo seguire se vogliamo evitare quello che è il rischio più grande: quello di stare fermi davanti alle difficoltà e agli scricchiolii" perché "affrontare le sfide con la velocità dell'ultimo vagone del treno non sarà sufficiente".

In mattinata, parlando a Palazzo Madama, Gentiloni aveva ribadito che l'Italia "rispetta le regole dell'Unione europea, ma vuole contribuire a modificare alcune politiche, per far sì che l'unione abbia un ruolo di accompagnamento e non di depressione della crescita economia". "Sappiamo che da noi la crescita è ancora lenta, anche se la distanza dalla media europea nel 2016 è stata la più bassa degli ultimi 5 anni. Tra un mese, con il Def, indicheremo le proposte al Parlamento per ridurre questo gap, ma a Bruxelles deve essere molto chiaro che le riforme non hanno minimamente rallentato il loro corso: sfido a trovare un altro Paese impegnato in un pacchetto di riforme così ampio". Insomma "non siamo i primi della classe ma non accettiamo lezioni", dice Gentiloni.

Fra i tanti argomenti affrontati dal presidente del Consiglio anche quello relativo ai migranti. Per Gentiloni occorre "sostituire l'immigrazione clandestina irregolare con flussi e canali più accettabili". In questo contesto, "spero che si farà di più, anche in termini di risorse, per aiutare l'Italia" per la gestione dei flussi migratori provenienti dalla Libia, con cui è stato firmato un accordo proprio per arginare l'emergenza. "Il problema dell'immigrazione non lo cancella neanche Mago Merlino", argomenta. Sul rinnovo della presidenza del Consiglio europeo, infine, il premier dice che. -"L'Italia vuole contribuire ad una soluzione condivisa che sembra essere la conferma di Tusk. Per questo, salvo imprevedibili stravolgimenti, gli rinnoverò a nome del governo la fiducia del nostro Paese".

Al doppio discorso di Gentiloni non sono mancate le critiche. Le più dure quelle del Movimento 5 Stelle per bocca di Luigi Di Maio. "Siamo agli ultimi mesi primi della caduta del vostro impero. Lei è l'ultimo premier dell'era dei partiti. Assiste inerme mentre i cortigiani arraffano tutto. Avete provocato danni al pari di una Guerra mondiale", le parole del deputato pentastellato che poi attacca il premier anche sul coinvolgimento del ministro Lotti nel caso Consip "che lei non ha libertà di rimuovere". Accuse alla quali Gentiloni decide di non replicare.

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