Ue, Letta: basta unanimità su migranti, avanti con chi ci sta

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Roma, 12 set. (askanews) - Affrontare la questione migratoria "deve essere la priorità di questo inizio di legislatura europea, la missione fondamentale dell'Italia". Lo auspica l'ex premier Enrico Letta, che in una lettera a La Repubblica propone di "uscire dai trattati" e abbandonare la regola dell'unanimità per superare i veti di alcuni Paesi sulle modifiche da apportare al Trattato di Dublino.

"Il punto è trovare il coraggio sulla questione di uscire, temporaneamente, dai Trattati Ue. Scelta radicale, ma necessaria. Occorre un nuovo Trattato tra i Paesi europei che ci stanno. Purché, però, chi ci sta accetti la regola della maggioranza e si assuma la propria parte di responsabilità. Questo nuovo Trattato - firmarlo a Lampedusa sarebbe un atto politico e simbolico fortissimo - dovrebbe sostituire quello di Dublino, sopprimendo anzitutto la norma sulla responsabilità tutta in carico al Paese di primo accesso".

Il Trattato di Lampedusa "dovrebbe contenere strumenti nuovi coi quali organizzare l'accoglienza e suddividerne equamente il peso tra i Paesi firmatari, creando automatismi per scongiurare le penose aste al ribasso", gli "agghiaccianti tira e molla" cui "abbiamo assistito in questi anni a ogni arrivo di una nave". I meccanismi automatici di ricollocazione sarebbero gestiti "da un'autorità centrale europea", che renderebbe possibile anche "una gestione diversa dei flussi dei richiedenti asilo e dei migranti economici; allo stesso tempo, si dovranno promuovere i doveri, a partire dall'imparare la lingua locale. Tra gli altri capitoli il controllo della frontiera esterna Ue, il rapporto coi Paesi terzi e il coordinamento con le norme sulle attività di salvataggio in mare". Ora, ribadisce Letta, "serve coraggio. L'Italia deve essere in prima fila: chi meglio di noi e della Germania? Il più grande Paese di primo ingresso e il più grande di destinazione finale". Conte e Merkel "dovrebbero preparare una proposta da far condividere anzitutto a Francia e Spagna e poi agli altri. La Commissione dovrebbe essere coinvolta nell'iniziativa soprattutto perché gli strumenti centrali che ne deriverebbero dovrebbero essere ad essa collegati".

Di sicuro, per Letta, la situazione attuale è inaccettabile: "ancora al bivio tra 'porti chiusi' e 'facciamo entrare tutti'". Fino all'ultima scelta anch'essa "inaccettabile", ovvero "usare per la Commissaria europea" che avrà la delega in materia "la denominazione di 'protezione del nostro stile di vita'". Una situazione in cui si è per i veti di alcuni Paesi europei, in prima fila "l'Ungheria, decisiva nel bloccare qualunque avanzamento collettivo". D'altra parte, "se anche accettasse di accogliere i migranti, per le sue dimensioni ridotte, l'Ungheria se ne vedrebbe assegnate quote simboliche. Non sarebbe decisiva". Da qui la proposta di Letta: "Andare avanti con chi ci sta", come si fece per Schengen e per il fondo Salva-Stati.