Ue, lo stato di diritto e il via libera al Pnrr della Polonia

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Bruxelles, 2 giu. (askanews) - Il via libera deciso ieri dalla Commissione europea al Piano di Recovery (Pnrr) polacco non risolve tutte le controversie in atto fra Bruxelles e Varsavia sull'indipendenza della magistratura rispetto al governo nazionale e sul rispetto del diritto comunitario. Lo hanno precisato oggi a Bruxelles fonti qualificate della Commissione, precisando che le condizioni che si ritengono soddisfatte da Varsavia per ottenere l'approvazione del suo Pnrr si riferiscono solo a una parte del contenzioso sullo stato di diritto, e in particolare a quanto previsto nelle "raccomandazioni specifiche per paese" inviate dall'Esecutivo comunitario alla Polonia.

Non è ancora risolto, invece, il contenzioso con la Corte europea di Giustizia.  

Nell'ottobre scorso, la Corte di Giustizia aveva intimato alla Polonia di smantellare la "Camera disciplinare" dei giudici nazionali, istituita nel 2017, e di reintegrare i giudici sanzionati (illegalmente secondo il diritto Ue) dalla stessa camera disciplinare, infliggendo a Varsavia una multa di un milione di euro al giorno, da pagare fino a quando non verrà data esecuzione a quanto richiesto.

Fra l'altro, secondo la contestata riforma del 2017, i giudici polacchi possono essere privati della loro immunità, e possono essere sanzionati se chiedono alla Corte europea di Giustizia di pronunciarsi su provvedimenti nazionali che potrebbero confliggere con il diritto Ue.

La Polonia si è impegnata a riformare la Camera disciplinare dei giudici, con una proposta legislativa che però non ha ancora concluso l'iter parlamentare di approvazione. La Commissione ha sostanzialmente dato fiducia a Varsavia, con il suo via libera al Pnrr, sul fatto che alla fine la riforma sarà approvata e che rispetterà le condizioni richieste da Bruxelles e confermate dalla Corte di Giustizia. Tuttavia, hanno puntualizzato le fonti comunitarie, la Commissione può sempre bloccare i pagamenti del Pnrr se alla fine la riforma non risponderà a queste esigenze.

D'altra parte, la Polonia dovrà continuare a pagare le multe giornaliere inflitte a ottobre dalla Corte di Giustizia, e la Commissione continuerà ad assicurarsi che le multe siano pagate, fino a quando Bruxelles non constaterà l'effettivo smantellamento della Camera disciplinare e la sua sostituzione con un organismo indipendente, e la reintegrazione dei giudici sanzionati, la cui posizione dovrà essere riesaminata dal nuovo organismo.

Restano inoltre aperti, hanno aggiunto le fonti di Bruxelles, il procedimento attivato in base all'articolo 7 del Trattato Ue (per il rischio di violazione grave dello stato di diritto) e le procedure comunitarie d'infrazione in corso contro la Polonia. Il via libera al Pnrr, infine, non pregiudica l'eventuale attivazione contro Varsavia del "meccanismo di condizionalità" che collega il pagamento dei fondi comunitari al rispetto dello stato di diritto", né la possibilità per la Commissione di rivolgere nuove "raccomandazioni specifiche per paese" alla Polonia, sempre riguardo al rispetto dello stato di diritto.     

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