Ue: Mattarella, 'integrazione non è scontata, sfide mondiali richiedono maggiore unità'

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Berlino, 12 ott. (Adnkronos) – La cornice europea costituisce l’ambito indispensabile per assicurarci una traiettoria di crescita e sviluppo. Il processo d’integrazione continentale, che ha visto i nostri Paesi impegnati fianco a fianco fin dal suo momento fondativo, non può essere considerato un dato politico scontato, acquisito una volta per tutte. Per mantenersi vitale esso richiede un duplice sforzo: la capacità di attingere al patrimonio condiviso dei nostri valori fondamentali e quella di proiettare nel futuro la costruzione europea, assicurandole livelli sempre più elevati di coesione e solidarietà. Solo così l’Europa potrà essere forte e competitiva, autonoma e autorevole". Lo ha ribadito a Berlino il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel brindisi in occasione della colazione offerta dal Presidente della Repubblica federale di Germania, Frank-Walter Steinmeier.

"Viviamo un momento storico complesso, con teatri di instabilità e conflitti -ha ricordato il Capo dello Stato italiano- che mettono in discussione certezze consolidate. Emergono in diversi scacchieri tensioni nazionali che sembravano relegate al passato. Ciò obbliga la Comunità internazionale a riflettere sulle proprie responsabilità e sull’efficacia degli strumenti a sua disposizione. Dobbiamo prendere atto della complessa realtà che ci circonda e alla quale l’Unione europea è esposta".

"Proprio le sfide crescenti che lo scenario mondiale ci impone di affrontare devono farci riflettere sulle ragioni di una maggiore unità tra gli Stati membri. Sono certo che anche in questa riflessione Germania e Italia, alla luce delle profonde sintonie esistenti, sapranno fornire il loro indispensabile contributo, senza lesinare sforzi nel mediare tra sensibilità e percezioni non sempre collimanti. Assicurare all’Europa un ruolo più profilato in materia di politica estera e di difesa comuni, infatti, è nell’interesse di tutti gli Stati membri, grandi o piccoli che siano, giacché -ha concluso Mattarella- di fronte alle principali questioni globali nessuno tra i 27 ha la capacità, da solo, di fare la differenza".

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