Ue, metà dei Paesi probabilmente non rispetterà scadenza per invio piani Recovery

di Jan Strupczewski
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Bandiere dell'Unione europea davanti alla sede della Comissione Ue

(Aggiunge firma)

di Jan Strupczewski

BRUXELLES (Reuters) -È probabile che solo la metà dei 27 Paesi dell'Unione europea presenterà i piani di spesa e di riforma finanziati dalla Ue entro la scadenza prevista a fine aprile, ma questo non dovrebbe ritardare l'arrivo dei primi finanziamenti a luglio.

Lo hanno riferito alcuni funzionari europei.

Nell'ambito del piano europeo da 750 miliardi di euro per rendere l'economia più verde e più digitale entro il 2026, ogni governo del blocco presenterà alla Commissione europea entro il 30 aprile un piano che illustri come intende spendere la propria quota del mix di prestiti e sovvenzioni da parte della Ue che finanzierà la trasformazione.

Finora soltanto il Portogallo ha presentato formalmente un piano di spesa e di riforma. Secondo i funzionari, la complessità della pianificazione di investimenti multi-miliardari e riforme in linea con le norme concordate congiuntamente a livello europeo farà sì che molti Paesi non rispetteranno la scadenza, seppur flessibile.

I funzionari prevedono che il resto dei piani verrà presentato a maggio.

"Vedremo un flusso molto costante di proposte in arrivo, probabilmente con un'altra dozzina di proposte nella prossima settimana", ha detto un alto funzionario europeo. "Non è una cosa da poco, redigere piani che coprano fino a sei anni a venire è un compito enorme, in particolare durante una pandemia".

"Questi piani daranno forma all'economia per i prossimi anni, quindi diamo molta più importanza alla qualità rispetto alla velocità", ha detto il funzionario.

Il programma finanziato dalla Ue impone ai governi di spendere il 37% del denaro ricevuto per ridurre le emissioni di Co2 nelle loro economie e il 20% per la digitalizzazione, ad esempio migliorando l'alfabetizzazione informatica o costruendo reti internet ad alta velocità.

La Commissione ha due mesi di tempo dal momento in cui riceve un piano nazionale per verificare se soddisfa i criteri richiesti. I ministri delle finanze europei hanno quindi un altro mese per fare la propria valutazione, prima che il Paese richiedente ottenga i primi fondi.

"Al più presto, vedremo arrivare alcuni fondi a luglio e poi il resto seguirà col passare del tempo", ha detto un secondo alto funzionario.

In base ai termini del programma, per il quale la Commissione si finanzierà sul mercato a nome di tutti i governi europei, ogni Paese del blocco potrà ottenere un pagamento anticipato del 13% della sua quota, una volta approvato il piano.

Per l'intera Ue questo si traduce in circa 44 miliardi di euro quest'anno. Il resto sarà erogato a rate man mano che i progetti e le riforme presentati nei piani raggiungono le pietre miliari e gli obiettivi concordati e che viene verificato il loro completamento.

Affinché il denaro venga erogato, tuttavia, i 27 parlamenti nazionali del blocco devono prima ratificare una legge che aumenta le garanzie nazionali al budget della Ue, che è il garante ultimo del prestito congiunto del blocco. Finora, 18 Paesi hanno proceduto alla ratifica.

Modifiche al piano approvato possono essere apportate in una fase successiva, ad esempio a causa di un cambio di governo, ma tale cambiamento richiederebbe una nuova procedura di approvazione da parte della Ue.

(Tradotto da Alice Schillaci in redazione a Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, alice.schillaci@thomsonreuters.com, +48587696614)