UE, nessun accordo sulla spartizione dei vaccini anti-Covid

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Oggi, i 27 Paesi dell'UE non sono riusciti ad accordarsi sulla redistribuzione delle dosi di vaccino. Diversi governi si sono lamentati di aver ricevuto un trattamento ingiusto.

Al centro della controversia ci sono i forti ritardi nelle consegne da parte di AstraZeneca. Questo aveva portato alcuni Paesi membri a richiedere la redistribuzione di 10 milioni di dosi extra, recentemente acquistati da BioNTech / Pfizer, che arriveranno entro la fine di giugno.

Invece di trovare una soluzione condivisa, Austria, Slovenia e Repubblica Ceca si separeranno dagli altri Paesi membri per la spartizione delle dosi. Riceveranno, quindi, la loro quota in base al calcolo proporzionale già esistente. Gli altri 24 divideranno le dosi in modo più solidale e, secondo un accordo politico raggiunto oggi, lasceranno una quota maggiore a cinque paesi in difficoltà: Bulgaria, Croazia, Slovenia, Lettonia ed Estonia. La Germania, quindi, riceverà solo 1,3 milioni di dosi, anzichè gli 1,8 milioni che avrebbe ricevuto se distribuiti secondo un calcolo proporzionale.

La polemica si è accesa a causa delle critiche del cancelliere austriaco Sebastian Kurz. Secondo il cancelliere, Vienna non avrebbe utilizzato tutte le dosi che le spettavano, dosi che poi erano state acquistate da altri Paesi lasciando l'Austria in una forte posizione di svantaggio.