Ue, no a distribuzione recovery fund senza riforme - funzionaria Commissione

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Alcune bandiere dell'Unione europea davanti alla sede della Commissione europea

BRUXELLES (Reuters) - I Paesi dell'Unione europea devono intensificare le riforme economiche e contrastare l'impasse degli investimenti per poter ricevere le rispettive porzioni di finanziamenti del recovery fund del valore di diversi miliardi di euro, pensato per combattere gli effetti del Covid-19.

Lo ha detto Celine Gauer, funzionaria della Commissione europea a capo della task force per l'erogazione del recovery fund.

Bruxelles emetterà debito senza precedenti pari a 750 miliardi di euro, che intende destinare alle 27 economie della Ue per aiutarle nella ripresa dalla recessione record innescata dalla pandemia.

Gli Stati membri hanno tempo fino alla fine di aprile per presentare i piani di spesa da far approvare alla Commissione.

Nessuno dei programmi presentati finora ha soddisfatto i criteri dei funzionari della Commissione che si occupano del pacchetto di stimoli, che si aggiunge ai 1.100 miliardi di euro di risorse provenienti dal bilancio 2021-27 della Ue.

La Commissione spera che i finanziamenti contribuiscano a ridurre il divario di ricchezza tra i diversi Paesi ampliato dalla pandemia e sta subordinando la distribuzione dei finanziamenti a obiettivi economici più ampi.

Con oltre un terzo dei fondi per la ripresa destinati a progetti per la salvaguardia del clima e un quinto alla transizione del blocco verso un'economia maggiormente digitalizzata, Gauer ha detto che gli Stati membri della Ue hanno bisogno di portare avanti delle riforme, che riguardano ad esempio la semplificazione delle leggi sugli appalti e le norme che tendono a rallentare gli investimenti.

"Si tratta di una sfida enorme, stiamo correndo contro il tempo", ha detto nel corso di un seminario sugli ostacoli che potrebbero impedire di spendere bene il denaro.

Ma alcuni Paesi - specialmente la Francia - vogliono accedere ai finanziamenti in maniera veloce piuttosto che dietro diverse condizioni e avvisano che l'ingente stimolo potrebbe al contrario risultare troppo esiguo e arrivare troppo tardi per poter riparare al danno economico arrecato dal Covid-19.