La Commissione Von der Leyen passa l'esame dell'Europarlamento

Massimo Maugeri

Il Parlamento europeo dà il suo via libera alla Commissione europea a guida Ursula von der Leyen: con 461 voti a favore, 157 contro e 89 astenuti, l'Eurocamera 'premia' la presidente tedesca con 38 voti in più rispetto alla Commissione Juncker, che nel 2014 ottenne 423 voti. E soprattutto sostiene il nuovo esecutivo Ue in maniera più massiccia rispetto a luglio, quando von der Leyen passò quasi di misura con solo 9 voti di scarto.

Il blocco europeista questa volta tiene: Popolari, Socialisti e liberali di Renew Europe votano compatti, mentre i Verdi, che a luglio votarono contro, aprono una linea di credito nei confronti della nuova presidente e decidono di astenersi. Votano 'no' i sovranisti di ID, la sinistra radicale di Gue e i Conservatori di Ecr, anche se la componente più numerosa del gruppo, la delegazione polacca del PiS, decide di appoggiare la nuova squadra. Si spacca il M5S, che a luglio aveva votato compatto per la presidente della Commissione: 10 votano a favore, in due si astengono, Eleonora Evi e Rosa D'Amato, altri due Piernicola Pedicini e di Ignazio Corrao dicono 'no'.

La leader tedesca promette "un nuovo inizio"

Malgrado il sostegno solido dei numeri però, il nuovo emiciclo resta frammentato e già domani sul voto sul clima potrebbe aprirsi qualche crepa, così come su altri dossier delicati come l'immigrazione. Ma Von der Leyen per ora si dice soddisfatta, promette un "nuovo inizio per l'Europa", chiede il sostegno del Parlamento e ribadisce che la lotta ai cambiamenti climatici e le sfide della digitalizzazione saranno due delle priorità dei prossimi cinque anni.

"Vediamo Venezia sotto l'acqua, le foreste in Portogallo colpite da incendi, siccità, tutte cose che accadevano anche in passato ma non con tale frequenza e intensità. Ora non spossiamo perdere neanche un secondo, dobbiamo lottare contro il cambiamento climatico", dice. L'obiettivo è arrivare ad un continente neutrale dal punto di vista climatico entro la metà del secolo, ribadisce von der Leyen che farà il suo primo viaggio come presidente della Commissione martedì prossimo a Madrid per l'apertura della COP25, la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima. 

Le molte questioni aperte

L'arrivo della prima donna al vertice delle istituzioni Ue arriva in un momento particolarmente delicato per l'Unione, con Brexit alle porte, le tensioni commerciali con Usa e Cina tutt'altro che risolte, un rapporto da definire con la Russia di Vladimir Putin e un asse Parigi-Berlino a fasi alterne. "Il mondo ha più che mai bisogno di una leadership europea", dice Von der Leyen, secondo cui serve una Unione che abbia una visione geostrategica.

Così come restano aperte le questioni interne, economia e immigrazione prima di tutto. Sul primo punto von der Leyen promette il completamento dell'Unione bancaria "per rendere il sistema finanziario più forte e in grado di reagire agli choc" e insiste sulla necessità di utilizzare tutta la flessibilità consentita dal patto di Stabilita' per dare "spazio e tempo ai paesi di crescere".

Sul fronte migranti von der Leyen ripete che la riforma del regolamento di Dublino resta una priorità della Commissione e "fa parte del pacchetto migrazione che presenteremo alla fine primo del trimestre o all'inizio del secondo trimestre del prossimo anno. Dublino è al cuore di tutto il pacchetto" migrazione", dice, perché "dobbiamo trattare il tema della gestione della migrazione in modo umano, ma efficace".

A Strasburgo fa la sua prima uscita ufficiale da commissario anche Paolo Gentiloni, che da responsabile dell'Economia promette che "la crescita sarà la priorità". Ma per crescere, aggiunge, non serve solo la flessibilità ma e' necessario investire e creare regole nuove per gli investimenti, soprattutto per l'ambiente.