Ue, pandemia, clima, crisi economica. Tutte le sfide della Svezia, presidente di turno dell'Ue

Ue, pandemia, clima, crisi economica. Tutte le sfide della Svezia, presidente di turno dell'Ue

Dopo le pausa natalizia, l'attività politica è ripresa nelle istituzioni dell'Unione Europea. La pandemia sta tornando ad essere una questione centrale a causa della situazione in Cina, dove dopo la fine delle restrizioni e delle misure "Zero-Covid", l’epidemia sta dilagando con un numero altissimo di positivi.

I 27 Stati membri hanno concordato a "incoraggiare fortemente" tutti i viaggiatori provenienti dalla Cina, indipendentemente dalla nazionalità, a fare un test prima di imbarcarsi su un volo. La decisione, che non è legalmente vincolante, è stata presa da un organismo di risposta alle crisi politiche. Il ministro degli Esteri tedesco ha sottolineato la necessità di cooperazione.

Annalena Baerbock, ministro degli Esteri tedesco: "Dobbiamo prendere molto sul serio le notizie sul virus proveniente dalla Cina, il paese ha rilasciato pochissime informazioni negli ultimi tempi. Non è solo lo stretto coordinamento europeo ad essere importante, ma è importante anche il nostro lavoro insieme all'OMS per garantire la piena trasparenza sulla situazione attuale in Cina".

Dalla pandemia alla Svezia presidente di turno dell'Ue

Questa è stata anche la settimana in cui la Svezia ha assunto la presidenza dell'Unione europea. Il primo ministro svedese nella sua prima visita ufficiale a Parigi, ha incontrato il presidente francese Macron. Ulf Kristersson ha parlato di una possibile partnership con la Francia per costruire nuove centrali nucleari in Svezia. Dallo scoppio della guerra in Ucraina, la sovranità energetica è diventata un dibattito centrale sulle politiche a breve e lungo termine del blocco.

Altro tema centrale l'allargamento della Nato. Svezia e Finlandia hanno chiesto di entrare nell'Alleanza dopo l'invasione della Russia. Emmanuel Macron ha ribadito il desiderio di vedere presto entrambi i paesi all’interno della Nato.

Da parte sua, Ulf Kristersson ha chiarito le sfide dei prossimi sei mesi. “La Svezia assume la Presidenza in un momento in cui l'Unione europea sta affrontando diverse crisi. L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia è, la peggiore di queste crisi, la vittoria di Kiev è una questione esistenziale per l'Europa e per il mondo intero. Siamo anche di fronte alla crisi energetica, alla crisi climatica, all'aumento dell'inflazione e alla questione della competitività europea", ha sottolineato Kristersson.

Il punto di vista di Göran von Sydow, Direttore dell'Istituto svedese per gli studi politici europei sulla Presidenza svedese all'Ue

euronews: "Il tradizionale primo incontro con la Commissione europea si svolgerà, la prossima settimana, in una città situata nella regione artica. Quale sarà l'orientamento svedese in termini di lotta al cambiamento climatico e promozione della rivoluzione green?"

Göran von Sydow: "Penso che la scelta di tenere l’incontro in una zona nell'estremo nord, nella città di Kiruna, indichi che la Svezia punta anche sulle innovazioni verdi che sono attualmente in atto nel nord del Paese. Quindi, in questo senso, è una vetrina per il cambiamento green nel che la Svezia vuole mostrare al resto d'Europa."

euronews: "Gli Stati Uniti forniranno notevoli aiuti e sussidi a industrie importanti. La Svezia potrebbe sostenere le proposte della Commissione europea su una maggiore flessibilità nell'utilizzo degli aiuti di Stato, o addirittura sulla creazione di un Fondo di sovranità comune dell'Ue?"

Göran von Sydow: "Il punto di partenza svedese in questo campo è che dovremmo attenerci alle norme sugli aiuti di Stato. Non dovremmo passare a un paradigma economico più statale. Questo è molto impegnativo vista la risposta che molti paesi protagonisti stanno dando, vale a dire una risposta che rispecchia la legge sulla riduzione dell’inflazione statunitense e le politiche incluse in questa. Per la Svezia, questo sarà un banco di prova ovvero cercare di orientare l’agenda politica più vicino ai reali bisogni del paese."

euronews: "Una maggiore autonomia energetica nell'Unione europea è stata centrale nell'incontro tra i leader svedesi e francesi, questa settimana. Cosa possiamo aspettarci dalla presidenza svedese in termini di riprogettazione del mercato energetico dell'Unione?"

Göran von Sydow: "Penso che il nuovo governo in Svezia abbia spinto molto sull'agenda nucleare per concentrarsi su questo tipo di risorse energetiche nel paese e vorrebbe farlo anche a livello europeo. Penso che questo sia un cambiamento nella politica svedese, ma immagino che rifletta anche una preoccupazione più ampia in Europa in questo momento. Ad esempio pensando a come trovare fonti energetiche prive di combustibili fossili, anche per quelle prodotte in Europa. Per rendere l'Europa meno dipendente da attori esterni quando si tratta di approvvigionamento energetico."

euronews. "La presidente del Parlamento europeo ha sottolineato che si aspetta progressi nel Patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo politico. La Svezia riuscirà in questo anche se il suo governo dipende dal sostegno parlamentare dell'estrema destra?"

Göran von Sydow: "La migrazione è da un decennio una questione spinosa all'interno dell'Unione europea, quindi è difficile prevedere progressi sostanziali quando si tratta del patto globale sulla migrazione. Ma immagino che, dato che c'è anche un vertice straordinario all'inizio di febbraio, immagino che ci saranno dei progressi in alcune parti della politica migratoria dell'Unione."

La morte del Papa emerito

Benedetto XVI era considerato un Papa conservatore quando fu eletto nel 2005. Ma sarà sempre ricordato per la decisione senza precedenti nella storia della Chiesa cattolica di dimettersi sette anni dopo.

A 95 anni il pontefice emerito Joseph Ratzinger si è spento l'ultimo giorno del 2022. Il 5 gennaio decine di migliaia di persone in lutto hanno partecipato ai funerali in Vaticano. Solo l'Italia e la Germania sono state invitate a inviare delegazioni ufficiali, con la partecipazione sia dei presidenti che dei primi premier dei due Paesi.

Altri leader politici e membri delle case reali si sono recati in Piazza San Pietro per rendere omaggio in forma privata. Alla cerimonia erano presenti in totale nove monarchi e 70 capi di stato e di governo.