Ue progetta riforma bollette elettriche meno legate a prezzi combustibili fossili

Bandiere dell'Unione europea davanti la sede della Commissione europea a Bruxelles, in Belgio

BRUXELLES (Reuters) - Le prossime proposte dell'Unione europea per la revisione del mercato dell'elettricità cercheranno di rendere le bollette energetiche meno legate alle oscillazioni a breve termine dei prezzi dei combustibili fossili.

Lo ha reso noto la Commissione Europea.

L'Ue sta riformando il mercato dell'energia elettrica per cercare di evitare che si ripeta quanto accaduto lo scorso anno, quando i tagli alle forniture di gas russo hanno portato i prezzi dell'elettricità in Europa a livelli record, facendo lievitare le bollette delle famiglie e costringendo alcune industrie a chiudere.

In una consultazione pubblica avviata oggi, la Commissione ha presentato numerose opzioni per rivedere le modalità di vendita dell'elettricità, come parte della riforma del mercato che proporrà a marzo.

"Dobbiamo rendere la configurazione del mercato dell'elettricità adatta al futuro, in modo che possa offrire a tutti i vantaggi di un'energia pulita a prezzi accessibili", ha detto la commissaria europea per l'Energia Kadri Simson.

La proposta Ue mira ad ampliare l'uso in Europa di contratti a lungo termine che forniscono alle centrali elettriche un prezzo fisso per l'elettricità - "contratti per differenza" (Cfd) e accordi di acquisto di energia ("power purchase agreement" - Ppa), ha spiegato la Commissione.

L'espansione di questi tipi di contratti creerebbe un cuscinetto tra i consumatori di energia e i prezzi volatili dei mercati energetici a breve termine, rendendo più stabili le bollette energetiche per le famiglie e le imprese.

Ciò potrebbe avvenire attraverso un maggior numero di gare d'appalto pubbliche per l'energia rinnovabile che includano un Ppa, o attraverso garanzie di credito statali per le aziende che sottoscrivono Ppa.

L'Ue potrebbe anche incentivare i Cfd, introducendo norme comunitarie specifiche e lasciando ai governi nazionali la decisione di utilizzarli.

Sono possibili anche cambiamenti più radicali, come l'obbligo di sottoscrivere i Cfd per tutte le nuove centrali elettriche che ricevono un sostegno statale, ha spiegato la Commissione.

Un'altra opzione potrebbe essere quella di consentire ai governi nazionali di imporre i Cfd a determinate centrali elettriche esistenti, anche se secondo la Commissione ciò comporterebbe dei rischi.

"Ciò potrebbe mettere a rischio gli investimenti necessari in questo tipo di produzione, aumentare i costi di tali investimenti e, di conseguenza, essere controproducente".

(Tradotto da Chiara Bontacchio, editing Sabina Suzzi)