Ue-Russia, massima pressione su Mosca per liberare Navalny

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Bruxelles, 22 gen. (askanews) - Massima pressione da parte dell'Ue sulla Russia sul caso di Alexej Navalny. Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha parlato stamattina al telefono con il presidente russo Vladimir Putin per chiedere l'immediato rilascio del leader dell'opposizione, arrestato al suo arrivo a Mosca il 17 gennaio, e un'inchiesta trasparente e senza ritardi sul tentativo di assassinarlo con un agente chimico proibito.

Durante il colloquio, Michel ha insistito sul fatto che questa è una richiesta di tutta l'Ue unita. Una richiesta che era stata sostenuta dai capi di Stato e di governo ieri sera durante la loro videoconferenza dedicata alla situazione dell'epidemia di Covid-19.

Il presidente del Consiglio europeo aveva riferito la posizione dei leader dei Ventisette, ieri notte, durante il briefing online per la stampa al termine della videoconferenza.

"Condanniamo l'incarcerazione di Alexej Navalny ad opera delle autorità russe; i diritti di Navalny - aveva detto Michel a nome dei Ventisette - devono essere rispettati senza condizioni e integralmente e chiediamo alla Russia di liberarlo immediatamente e di garantire la sua sicurezza. Chiediamo alla Russia di procedere urgentemente a un'inchiesta indipendente e trasparente sul tentato omicidio che ha subito, e a cooperare pienamente - aveva aggiunto il presidente del Consiglio europeo - con l'organizzazione per il divieto dell'uso delle armi chimiche, per garantire un'indagine internazionale imparziale".

Sempre ieri, la plenaria del Parlamento europeo ha approvato con 581 voti favorevoli, 50 contrari e 44 astensioni, una risoluzione che chiede "il rilascio immediato e incondizionato di Aleksej Navalny e di tutte le persone fermate in occasione del suo rientro in Russia, inclusi giornalisti, collaboratori o cittadini che lo sostengono", e che invita gli Stati membri a "inasprire sensibilmente le misure restrittive dell'Ue nei confronti della Russia", in particolare con "sanzioni contro le persone fisiche e giuridiche" coinvolte nella decisione di arrestare e incarcerare Navalny, e contro gli oligarchi russi legati al regime, i membri della cerchia ristretta del Presidente Putin e i propagandisti dei media russi che possiedono beni nell'Ue e che attualmente godono della libertà di spostamento negli Stati membri.

Gli eurodeputati hanno anche sollecitato una revisione critica, dopo anni di deterioramento delle relazioni, della cooperazione dell'Ue con la Russia in varie iniziative di politica estera e su progetti come il gasdotto Nord Stream 2, di cui chiedono di fermarne immediatamente i lavori di completamento.

Di un possibile allargamento delle sanzioni contro la Russia a seguito dell'arresto di Navalny discuteranno i ministri degli Esteri dei Ventisette durante il Consiglio Ue di lunedì 25 gennaio, secondo quanto ha riferito oggi Peter Statno, il portavoce dell'Alto Rappresentante per la Politica estera comune Josep Borrell, ricordando che questo tipo di decisioni deve essere preso all'unanimità.