Ue spinge per le energie rinnovabili, verso acquisti comuni gas

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La Commissione Europea sprona gli Stati membri ad accelerare la transizione verso le energie rinnovabili. Il passaggio a fonti di energia pulita "è la migliore polizza di assicurazione" contro gli choc ai prezzi, come quelli che l'Ue deve affrontare oggi, dettati dai rincari del gas naturale, commodity che l'Europa in gran parte importa.

"E' ora di accelerare", scrive l'esecutivo Ue nella comunicazione sulla toolbox, la 'cassetta degli attrezzi' a disposizione degli Stati per affrontare i recenti forti aumenti dei prezzi dell'energia. Nell'Unione Europea, sottolinea la commissaria all'Energia Kadri Simson, "non c'è un aumento dei prezzi" dell'energia elettrica provocato dalla transizione a fonti meno inquinanti. I rincari, al contrario, si verificano "perché i prezzi dei combustibili fossili si sono impennati".

Il problema è che "non abbiamo abbastanza energia pulita. Dobbiamo accelerare la transizione verde, non rallentarla". Il caro-energia potrebbe alleviarsi in primavera, ma è destinato comunque a durare, nel corso della transizione all'economia 'verde': i rincari delle materie prime energetiche registrati in Europa negli ultimi tempi, stima la Commissione, "sono probabilmente di natura temporanea". I prezzi all'ingrosso del gas naturale, che in Italia sono aumentati del 406% dal 2019 al 2021 (media Ue +429%), "resteranno probabilmente elevati durante i mesi invernali e caleranno a partire da aprile 2022", anche se, avverte, "rimarranno più alti della media degli anni scorsi".

Finora una ventina di Stati membri sono intervenuti, o lo faranno presto, con misure ad hoc. Per contrastare nell'immediato gli impatti negativi dell'aumento dei costi energetici, l'esecutivo Ue raccomanda agli Stati anzitutto una serie di misure a breve termine, come sgravi fiscali e anche sostegni diretti, attingendo ai ricavi extra prodotti dall'Ets, il sistema Ue di scambio delle emissioni inquinanti, che da settembre 2020 alla fine di agosto 2021 ha generato ricavi per 26,3 mld di euro, ben superiori alle attese.

Per le famiglie vulnerabili, che versano in uno stato di "povertà energetica", si consiglia anche l'uso di voucher, o buoni, e persino pagamenti parziali delle bollette, sempre attingendo agli extra ricavi dall'Ets. Si raccomandano poi proroghe "temporanee" per il pagamento delle bollette.

I Paesi membri dovrebbero mettere in campo misure per evitare "la disconnessione delle utenze dalla rete". Secondo Simson, i provvedimenti caldeggiati dalla Commissione non vanno a beneficio solo delle persone in stato di "povertà energetica", ma "impattano anche su tutti i consumatori finali di energia". Gli Stati, ricorda, possono ridurre le aliquote Iva applicate all'energia, posto che rispettino i minimi individuati dalle direttive Ue.

In particolare, poi, per la Commissione le autorità regolatorie dovranno vigilare con particolare attenzione sui mercati dell'energia, per evitare "potenziali comportamenti anticoncorrenziali". L'Esma, dal canto suo, monitorerà "ancor più da vicino" l'andamento del mercato delle emissioni inquinanti, l'Ets, per evitare "speculazioni" e "manipolazioni".

Gli Stati potranno aiutare le imprese, nel rispetto delle norme Ue sugli aiuti di Stato: misure "generalizzate" come la riduzione di tasse e imposte per definizione "non sono aiuti di Stato", ricorda l'esecutivo Ue.

A medio termine, l'esecutivo Ue caldeggia anzitutto l'aumento degli investimenti nelle rinnovabili, che danno energia elettrica a prezzi bassi e, oltretutto, riducono la dipendenza dall'estero. In particolare, si raccomanda di sveltire le procedure autorizzative degli impianti, oggi spesso lunghe ed onerose, nonché di investire nell'efficienza energetica.

Tra l'altro, gli Stati potrebbero decidere di acquistare insieme, su base volontaria, il gas, anche per rimpinguare le scorte, attualmente basse. I capi di Stato e di governo ne discuteranno nel Consiglio Europeo del 21 e 22 ottobre a Bruxelles. Gli Stati dovrebbero anche sviluppare le capacità di stoccaggio dell'energia, con l'occhio rivolto anche all'energia pulita.

Sul funzionamento del mercato dell'energia elettrica, attualmente caratterizzato da una forte correlazione tra il prezzo del gas naturale e quello dell'energia, come ha sottolineato il ministro francese dell'Economia Bruno Le Maire, la Commissione è cauta: chiederà ai regolatori europei di esaminare "vantaggi e svantaggi" dell'attuale assetto, formulando, "se del caso", raccomandazioni all'esecutivo Ue.

Si valuterà anche l'opportunità di "rivedere" il regolamento sulla sicurezza dell'approvvigionamento per "migliorare" l'uso e il funzionamento dello stoccaggio di gas in Europa e verranno istituiti "nuovi gruppi regionali transfrontalieri" che analizzino i rischi nel settore del gas e forniscano consulenza agli Stati membri per predisporre piani di azione preventivi e piani di emergenza.

Infine, la Commissione consiglia di "rafforzare" il ruolo dei consumatori nel mercato dell'energia, facilitando "la scelta e il cambio di fornitore, la produzione della propria energia elettrica e la partecipazione a una comunità energetica".

La comunicazione, molto attesa, ha deluso i Socialisti e Democratici, secondo gruppo della maggioranza: il laburista olandese Mohammed Chahim, vicepresidente dell'S&D nel Parlamento Europeo responsabile per gli aspetti energetici del Green Deal, ha detto che la Commissione avrebbe dovuto essere "molto più ambiziosa", perché nella situazione attuale "non bastano raccomandazioni e previsioni", ma servono "misure coraggiose".

Critica anche Tiziana Beghin, capodelegazione del M5S a Bruxelles: la Commissione, sottolinea, "si limita a consigli e raccomandazioni per gli Stati membri, nulla di più di quanto già fatto del decreto legge varato lo scorso settembre dal governo italiano che ha stanziato 3 miliardi di euro per contrastare la povertà energetica. Ci saremmo aspettati interventi più robusti e provvedimenti incisivi".

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