Ue, strappo Calenda, lascia S&D per libdem e 'centro' prende corpo in Europa

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"Non si decide domani". Lo aveva annunciato ieri sera e oggi Enrico Letta lo ha confermato agli eurodeputati dem nella riunione a Bruxelles. Quella dell'ingresso dei 5 Stelle nel gruppo dei Socialisti e Democratici europei è una discussione ai suoi inizi. "Non c'è niente più di questo", dice il segretario dem. Una "gradualità" di cui Letta, si riferisce all'Adnkronos, avrebbe parlato nella riunione con gli europarlamentari Pd e attorno alla quale il gruppo si è ritrovato unito. Anche chi è più perplesso rispetto a un'operazione che va avanti ma, ad oggi, non risulta imminente.

Nessun pregiudizio ma gradualità e consapevolezza che si tratta di un percorso politico: questo il senso del discorso di Letta raccontano diversi partecipanti all'incontro. Un percorso condiviso dalla delegazione dem che ha affidato al capogruppo Brando Benifei la sintesi dell'incontro con Letta. "Abbiamo deciso di aprire una discussione formale con il Movimento Cinque Stelle, che ha espresso informalmente la volontà di aderire al nostro gruppo. Non c'è ancora una richiesta formale, ma non abbiamo alcun atteggiamento pregiudiziale".

"E' chiaro -prosegue Benifei- che, dopo molto tempo che il Movimento vota insieme a noi come gruppo e che si è avvicinato a noi, anche con l'uscita delle componenti più antieuropee, oggi ci sono le condizioni per aprire un'interlocuzione, il cui esito non è predeterminato". E se l'ingresso dei 5 Stelle è un 'cantiere' ancora in costruzione, prende forma il 'centro' in Europa con lo strappo di Carlo Calenda che lascia S&D per approdare nel gruppo libdem con Matteo Renzi, Sandro Gozi, Benedetto Della Vedova.

"Come confermato da Enrico Letta, oggi si va verso l'ingresso del M5s nel gruppo Socialisti e democratici (S&D) al Parlamento Ue insieme al Partito democratico. Lo considero un grave errore politico che tradisce il mandato degli elettori alle ultime europee. Chiederò oggi stesso l'adesione al gruppo Renew Europe". Questo l'annuncio via twitter di Calenda che formalizza così lo strappo con il gruppo S&D.

"Sono da sempre contrario a un'alleanza con i 5 stelle. Si aprono le porte ad un gruppo unico -continua Calenda- con un movimento che ha combattuto l'euro e governato con sovranisti. Pessima scelta. La ragione per cui sta accadendo oggi non ha nulla a che fare con la politica, è semplicemente una questione di cariche di metà mandato e di peso delle delegazioni. Sorprende il silenzio assordante dei riformisti del Pd".

Calenda viene accolto a braccia aperte dai colleghi italiani nel gruppo libdem europeo: da Italia Viva, dal segretario di Più Europa Benedetto Della Vedova e da Sandro Gozi che sposta la questione su un piano nazionaòe: "Sin dall'inizio, sono stato convinto della necessità di costruire questo nuovo spazio politico in Europa. Auspico che la stessa cosa avvenga in Italia. Ne parleremo sabato al Maxxi a Roma''. L'appuntamento è il lancio di Renew Italia, la versione italiana del gruppo in Europa. Con Gozi ci saranno Nicola Danti di Iv e il presidente della Fondazione Luigi Einaudi, Giuseppe Benedetto. Scrive Matteo Renzi nella enews: "Stiamo lavorando a un grande progetto politico con Italia Viva e Renew Europe. Sono molto felice perché, quando si voterà nel 2023, Renew Europe – il partito europeo nato dalla intuizione di Macron - avrà una casa anche in Italia".

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