Ue trova accordo su regole comuni per salario minimo

Bandiere dell'Unione europea davanti la sede della Commissione a Bruxelles

BRUXELLES (Reuters) - L'Unione europea ha raggiunto nella notte un importante accordo sulla bozza della direttiva comunitaria in materia di salario minimo, che favorisca la contrattazione collettiva e retribuzioni minime eque ed adeguate in tutti i 27 Stati membri.

L'intesa dovrà essere approvata in via definitiva dal Parlamento europeo e dal Consiglio Ue, che hanno dato notizia dell'accordo.

Nell'ottobre 2020, la Commissione europea aveva gettato le basi per i negoziati con una proposta che stabiliva regole comuni sul salario minimo, ma senza indicare una soglia precisa di retribuzione minima.

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha accolto con favore l'accordo che mira a ridurre le disuguaglianze salariali e la povertà dei lavoratori.

"La Ue ha mantenuto la sua promessa. Le nuove regole sul salario minimo proteggeranno la dignità del lavoro e faranno in modo che il lavoro paghi", ha detto von der Leyen in un comunicato.

Toccherà agli Stati membri valutare se i salari minimi esistenti siano sufficienti a garantire un tenore di vita dignitoso per il lavoratori, ha spiegato il Parlamento europeo.

Gli Stati nei quali meno dell'80% dei lavoratori è coperto dalla contrattazione collettiva dovranno stabilire un piano d'azione con tempi certi e misure concrete per l'introduzione o il rafforzamento del salario minimo, secondo le dichiarazioni del Consiglio Ue e del Parlamento.

Attualmente il salario minimo esiste in 21 Paesi Ue su 27. Tra i sei Paesi che non hanno ancora il salario minimo - perché i salari sono fissati dalla contrattazione collettiva tra datori di lavoro e sindacati - figura l'Italia, insieme a Danimarca, Finlandia, Austria, Svezia, Cipro. Gli Stati avranno due anni di tempo per recepire la direttiva comunitaria nella legislazione nazionale.

I Paesi Ue sono chiamati a dotarsi di un sistema di monitoraggio affidabile, con controlli e ispezioni sul campo per contrastare eventuali subappalti abusivi, falso lavoro autonomo e straordinari non registrati, spiega ancora la nota di Strasburgo.

(Tradotto da Luca Fratangelo, editing Francesca Piscioneri)

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