Ue vuole accordo digitale con Giappone, Corea del Sud e Singapore

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Roma, 14 set. (askanews) - L'Unione europea intende costituire una partnership digitale con il Giappone, la Corea del Sud e Singapore, oltre a rafforzare i suoi commerci e investimenti con Taiwan. Questo approccio, che si pone in contrasto con i progetti euro-asiatici della Cina, è descritto in una bozza di documento strategico che è finito nelle mani di Nikkei Asia.

La chiave dell'operazione sembra essere il tema della catena di forniture dei semiconduttori in particolare, coi paesi individuati - soprattutto Taiwan e Sudcorea - che concentrano gran parte della produzione mondiale dei chip, in un momento in cui questa catena di forniture è in particolare difficoltà a causa dell'esplosione della domanda connessa a alcune crisi che hanno ridotto la produzione.

Ma il documento - secondo il Nikkei Asia - ha un respiro più ampio, descrivendo una vera e propria posizione geopolitica. La Cina, dal punto di vista dell'Ue, rappresenta una preoccupazione su molti punti di vista, anche se in esso non vi sono critiche dirette a Pechino.

Nella bozza strategica, in ogni caso, si segnalano le dispute territoriali e marittime in Asia orientale come preoccupanti e, soprattuto, le rivendicazioni cinesi nel Mar cinese meridionale e su Taiwan che potrebbero "avere un impatto diretto sulla sicurezza e sulla prosperità europee".

Il documento, inoltre, denuncia il fatto che "gli sforzi per stabilire un campo di gioco di livello globale basato su regole commerciali trasparenti è crescentemente minato da pratiche commerciali inique e dalla coercizione economica, che fannop crescere le tensioni sul commercio è sulle catene di fornitura e valore".

L'Ue quindi vorrebbe esplorare la possiiblità di una partnership digitale con Tokyo, Seoul e Sinfapore che rafforzi cooperazione e interoperabilità degli standard per le innovazioni tecnologiche come l'intelligenza artificiale. L'accordo verterebbe su una più approfondita cooperazione sulla governance dei dati, su flussi affidabili di innovazione digitale e sarebbe complementare ai negoziati in sede WTO sull'e-commerce.

Nel documento inoltre si prevede un impegno a rafforzare commerci e investimenti con Taiwan, anche se non soddisfa l'idea di un accordo bilaterale sugli investimenti proposto a maggio dalla presidente taiwanese Tsai Ing-wen e appoggiato dal Parlamento europeo. Quest'ultimo sarebbe un passo che porterebbe a una grave crisi diplomatica con Pechino.

Nel documento si accenna anche a un interesse a lavorare con il gruppo di sicurezza QUAD - Usa, India, Giappone e Australia - su temi come il cambiamento climatico e la tecnologia dei vaccini. Sul fronte militare, l'Ue prevede più esercitazioni congiunte con i partner dell'Indo-Pacifico.

L'Ue - scrive ancora il Nikkei - non ha inteso commentare la bozza, che certamente non piacerà alla Cina, perché non rilascia dichiarazioni su notizie filtrate alla stampa che non hanno ancora i crismi dell'ufficialità.

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