Ultimo scontro su viceministri e sottosegretari. Tra i 5Stelle scoppia il caso Mef

Gabriella Cerami
Journalists outside Palazzo Chigi premier's office cover the outcome of a referendum on constitutional reform, in Rome, Monday, Dec. 5, 2016. Italian voters dealt Renzi a resounding rebuke early Monday by rejecting his proposed constitutional reforms, plunging Europe's fourth-largest economy into political and economic uncertainty. (AP Photo/Alessandra Tarantino)

Trattative in corso tra partiti e scontro tra correnti. Riunioni infiammate negli uffici del Senato. Alla fine resteranno solo posti in piedi. Nel senso che questo governo occuperà, entro giovedì, tutte le poltrone a disposizione che per legge sono sessantacinque. Ad oggi tra premier, ministri e sottosegretario alla presidenza del Consiglio se ne contano 23, dunque rimangono 42 incarichi da distribuire tra viceministri e sottosegretari.

Un bottino di non poco conto che serve al Pd e al Movimento 5 Stelle anche per accontentare chi è rimasto fuori dai ruoli apicali. Il premier Giuseppe Conte, che oggi ha ottenuto la fiducia anche dall’Aula del Senato, non ha più intenzione di attendere e ha chiesto un’accelerazione al Pd e al Movimento 5 Stelle che tergiversano ancora attorno a questo difficile puzzle e alla ricerca di una quadra che possa evitare ricadute interne. Entro mercoledì sera il presidente del Consiglio vuole i nomi, soprattutto perché giovedì è in programma il Consiglio dei ministri per la ratifica.

Nei corridoi del Senato passeggiano gli scontenti e confabula chi spera. Negli uffici è un via vai di parlamentari, che divisi per commissioni dovranno indicare a Di Maio cinque nomi per ogni ministero. “Se alla fine sceglie Luigi che senso ha?”, si lamenta un senatore. Eppure il capo politico ha immaginato questo metodo per creare una maggiore condivisione all’interno del Movimento, tuttavia molti vedono dietro l’inganno.

Un altro senatore grillino chiede: “Che voi sappiate all’Economia va Stefano Buffagni?”. La partita tra i grillini è soprattutto qui. Laura Castelli è in odore di riconferma. L’altro posto è in bilico tra Buffagni e Alessio Villarosa, che è già stato sottosegretario nel governo con la Lega. Adesso il Movimento è spaccato. “Alessio ha lavorato bene e anche in commissione abbiamo lavorato bene con lui”, afferma un deputato della commissione Bilancio. Altri invece tifano per il nuovo arrivo più vicino ai...

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