## Ultrà Juve arrestati, Pm: curva gestita con metodi mafiosi -2-

Prs/Cro

Roma, 16 set. (askanews) - Oltre un anno di indagine, 225mila telefonate intercettate, pedinamenti, video riprese: sono gli elementi di un indagine "che proseguirà ancora, perche' abbiamo un bagaglio di informazioni enorme", ha detto il capo della Digos torinese, Carlo Ambra.

"Sotto certi aspetti si muovevano con un gruppo mafioso, soprattutto per quanto riguarda l'attività di intimidazione. Cercavano in tutti i modi di controllare la curva sud dello stadio.Ma per il 416 bis ci vuole qualcosa di più", ha spiegato ancora Caputo.

L'indagine è partita da una denuncia della Juventus, che nel 2017-2018 stringe sui privilegi concessi ai gruppi Ultra'. La reazione è un tardo ad arrivare e i gruppi ultrà fanno cartello tra loro organizzando Una campagna denigratoria con cori razzisti e di contestazioni verso la Juve che finisce così a dover pagare sanzioni pecuniarie. La società per evitare ripercussioni danni d'immagine ha quindi scelto di garantire 300 biglietti a pagamento per le gare in trasferta di campionato di Champions League che sono stati poi in parte redistribuiti dei capi ultras tra ricavando indebiti profitti. Di qui il reato di auto riciclaggio. Infine è stata accertata l'attività capillare dei Drughi per recuperare a prezzo di costo centinaia di biglietti per le partite in casa dei bianco neri. Il tutto grazie a otto ricevitorie compiacente sparse sul territorio nazionale che verranno chiuse.

"Da domani gli striscioni dei gruppi finiti nel mirino della Procura non potranno piu' entrare allo stadio", ha assicurato il Questore di Torino, Giuseppe De Matteis.