In Umbria ci sarà il primo vero test per l'alleanza Pd-M5s

paolo molinari

Sarà il voto in Umbria il primo, vero test sulla tenuta del patto di governo tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. E sarà da quel voto che dipenderà il futuro delle alleanze nelle altre regioni. I due alleati hanno concordato sulla necessità di sostenere un candidato unitario per contrastare quella che avrebbe rischiato di diventare una marcia trionfale per Matteo Salvini.

Compito non facile, visto che la giunta della dem Catiuscia Marini è caduta meno di sei mesi dopo essere stata travolta dallo scandalo sulle nomine nella sanità pubblica. Per questo il Movimento 5 Stelle ha accettato l'abbraccio con i dem ad una sola condizione: il candidato unitario non deve essere espressione dei partiti, ma un esponente della società civile.

E la scelta è caduta su Vincenzo Bianconi, imprenditore 47enne di Norcia e presidente di Federalberghi Umbria. Una scelta non facile e non priva di traumi. Il Pd, infatti, aveva proposto il nome di Andrea Fora, ex presidente di Confcooperative, che era sceso in campo ancor prima di essere stato contattato dai dem. E, una volta sceso in campo, era riuscito a coagulare attorno a sè molte realtà civiche e imprenditoriali.

Ragion per cui, quando Di Maio ha avanzato il nome della sindaca di Assisi, Stefania Proietti, il tavolo ha rischiato di saltare: come spiegare a chi lo sosteneva, che Fora non avrebbe più corso per fare posto a una sindaca? Perché, se il profilo che si cercava era un profilo alto e civico, la prima cittadina di Assisi - per quanto amata - non rispondeva ai requisiti. Brava amministratrice, spiegano i dem, ma di sindaci bravi ce ne sono tanti, anche targati Pd, ed escluderli per fare spazio alla prima cittadina di Assisi avrebbe prodotto mal di pancia potenzialmente letali ai fini della corsa alla presidenza umbra. E, poi, come spiegare ai tanti sindaci del Pd che si sarebbe preferita una collega solo perché non aveva il 'marchio' dei dem stampato addosso?

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Una matassa che il commissario del Pd nella regione, Walter Verini, ha faticato non poco a sbrogliare, partecipando a riunioni e incontri, con il telefono ormai surriscaldato. Sabato 21 settembre, ecco spuntare il nome della presidente dell'Istituto Serafico di Assisi, che da anni offre una istruzione a bambini e ragazzi disagiati. Una avvocatessa cattolica, conosciuta e molto stimata nella sua Regione e un profilo in grado di mettere d'accordo i due partiti.

Ma i giochi si riaprono dopo il no di Di Maolo. L'avvocatessa vuole continuare nel progetto educativo di cui si sta occupando, viene riferito. Così ripartono i contatti tra chi, nei due partiti di maggioranza, porta avanti da settimane estenuanti trattative per arrivare al nome condiviso. Stavolta l'attesa dura poche ore. La scelta cade su Bianconi, uno degli imprenditori-simbolo dell'impegno per la ricostruzione dopo il terremoto del 2016 che ha colpito anche la sua città. "Ogni giorno con la schiena dritta, con determinazione e passione, cerco di migliorare le cose che mi circondano", spiega Bianconi nell'annunciare la sua discesa in campo, "non mi sono mai tirato indietro dinnanzi alle sfide che la vita mi ha posto. Ed è per questo che ho deciso di accogliere l'invito a candidarmi a Presidente della Regione Umbria".

Immediato il ringraziamento del segretario Pd, Nicola Zingaretti: "Grazie a Vincenzo Bianconi per la sua scelta. Una bella e forte candidatura. Sarà il candidato dell'Umbria, una terra meravigliosa. L'Umbria che non si arrende e che combatte per il suo futuro". E Dario Franceschini, ministro dei Beni Culturali e capo delegazione dei ministri Pd, legge nell'accordo raggiunto le premesse per un "campo riformista in grado di battere la destra e cambiare l'Italia". Dal fronte M5s, Luigi Di Maio ha definito Bianconi "un simbolo dell'Umbria intera, di una comunità che è stata tragicamente e ripetutamente ferita dai terremoti del 2016 ma che non si è lasciata prendere dallo sconforto e si è rimboccata subito le mani".

Tutti contenti, dunque? Non proprio. Andrea Fora si sente lasciato solo: "Sembra che la questione del candidato in Umbria volga al termine", scrive sui social network: "Ricevo da ore telefonate e messaggi di persone arrabbiate per come questa storia si è sviluppata e anche più di qualcuno che non è contento di come sia andata a finire. Comprendo lo sconcerto: ci sono molti elementi abbastanza incomprensibili in cio' che è accaduto nelle ultime settimane e in particolare negli ultimi giorni". La corsa di Bianconi sembra, dunque, cominciare con una incognita non da poco. Ma tempo poche ore e Fora decide di sostenere il candidato Pd-M5s.

"Oggi il bisogno prioritario della nostra comunità regionale e dei nostri cittadini è quello di non cedere la nostra regione ad una forza sovranista, violenta e populista. A questo bisogno vanno anteposte tutte le nostre velleità personali. Per questo contribuirò, con i mezzi che ho e nonostante tutto, a questo obiettivo. Sostenendo con forza la candidatura di Vincenzo Bianconi, persona che stimo e che incoraggio". Parole che fanno tirare un sospiro di sollievo ai leader di pd e M5s: "La scelta di Andrea Fora di sostenere il progetto per l'Umbria di Vincenzo Bianconi, candidato Presidente è una bella notizia e gli fa onore, confermando il suo spessore umano e morale e la generosità con la quale ha deciso di lavorare per il bene dell'Umbria", scrive Zingaretti.