Umbria, Verini: "Multa? Non è norma anti-Renzi"

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"Si tratta di una proposta fatta nel corso di una riunione da un candidato, peraltro già segretario regionale del Pd di qualche anno fa. Visto che già nella scorsa legislatura ci sono stati abbandoni dal gruppo e dal partito e vista la turbolenza della fase, ha proposto di prevedere una forma di risarcimento al Pd e alla sua comunità di elettori nel caso uno decida di rompere il patto con gli elettori e con il partito". Walter Verini, commissario Pd in Umbria, spiega così all'Adnkronos la genesi della multa da 30mila euro per gli eletti dem che decidessero di cambiare casacca.  

"Questa proposta - spiega - è stata condivisa da tutti gli altri candidati e il tesoriere l'ha inserita nel patto che i candidati, iscritti al Pd, firmano con il partito". Ma c'è già chi legge nella mossa dei dem umbri una norma anti-Renzi per scongiurare eventuali passaggi a Italia Viva dopo il voto. Verini lo smentisce: "Si tratta solo di un modo per rafforzare il patto tra candidato, partito ed elettori e ripeto è stato condiviso da tutti i candidati Pd" alle regionali in Umbria.  

Né, sostiene Verini, si può accostare la cosa al vincolo di mandato evocato da Luigi Di Maio nei giorni scorsi: "Non c'entra nulla. Noi siamo e restiamo fermamente contrari al vincolo di mandato. Rimangono totalmente i diritti e i doveri di ogni consigliere regionale. E' soltanto una sorta di risarcimento per il danno d'immagine e politico che casi di questo genere", eventuali cambi di casacca, "potrebbero arrecare".  

Commenta il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci: "Inseguire il M5S, prevedere una multa, inserire una sorta di vincolo di mandato per i candidati alle regionali del Pd in Umbria non mi sembra affatto una buona idea. Il commissario del Pd Walter Verini ci ripensi".