"Umiliato come Caravaggio", pittore contro la Curia che rifiuta i suoi quadri

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AGI -Tre pale d'altare commissionate nel 2005 per la chiesa matrice di Lequile, nel Salento, realizzate su commissione ma rifiutate dalla Curia perché “non consone”, diventano il cruccio di Roberto Buttazzo, l'autore del trittico. Sul perché del rifiuto, che dopo 15 anni angoscia ancora l'artista, si è molto discusso. Certo è che non poche polemiche e più di qualche imbarazzo provocò il fatto che nel primo dei tre dipinti firmati da Buttazzo (“La traslazione delle reliquie di san Vito”, il santo patrono di Lequile), comparisse il volto di un assessore della giunta municipale guidata a quel tempo dal sindaco Fabio Lettere, la stessa che aveva commissionato le opere finanziandole con 8.000 euro. Oggi, dopo una lunga e inutile attesa, il maestro Buttazzo vorrebbe che le tele fossero sistemate in chiesa, alla spalle dell'altare, dove in origine erano destinate.

Ma vi è un impedimento che sembra insormontabile: il diniego della Commissione di Arte sacra della Curia di Lecce, la quale “per tre volte ha scritto che quelle opere non sono consone per l'uso che se ne vorrebbe fare”, spiega all'AGI il parroco di Lequile, don Carlo Calvaruso. Una giustificazione che Roberto Buttazzo non accetta.  “In realtà c'è una forte resistenza da parte del parroco – replica il pittore – una ostilità ingiustificata, anche perché quel trittico è stato recensito da uno storico dell'arte e avrebbe tutte le carte in regola per adornare la chiesa madre”. Il pittore non ha intenzione di cedere sentendosi ingiustamente censurato, tanto da accettare persino l'accostamento alle vicende del Caravaggio che, nella sua epoca, si imbatté in diverse contestazioni dovute al realismo della sua produzione artistica. 

“Premesso che io mi inginocchio davanti a Caravaggio, al quale non mi sogno neppure di accostarmi sotto il profilo artistico, comunque sto vivendo le sue stesse esperienze  e le stesse umiliazioni – racconta Buttazzo - dai tempi di Caravaggio sono passati secoli, ma sembra che non sia cambiato nulla. Se ci fosse stata l'inquisizione io avrei già subito il rogo”.

   In ogni caso, dopo tante polemiche, per “La traslazione di San Vito” si è trovata una collocazione su uno dei muri della sagrestia, non quindi all'interno della chiesa madre. Le altre due pale d'altare, “San Vito tra la gente di Lequile” e “Il miracolo del terremoto”, giacciono, invece, da anni nello studio di Roberto Buttazzo che per l'unica opera consegnata ottenne a suo tempo 4.000 euro. Della questione si sta oggi occupando Vincenzo Carlà, attuale sindaco del paese, che assicura: “Ho chiesto agli uffici di trovare tutte le carte riguardanti questa vicenda per cercare una soluzione. Nei prossimi giorni decideremo cosa fare”.  

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