Un 20enne attivista di Hong Kong si è dichiarato colpevole di secessione

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AGI - Tony Chung, attivista ed ex leader di un gruppo favorevole all'indipendenza di Hong Kong dalla Cina, è stato ritenuto colpevole di secessione, diventando a soli venti anni il più giovane imputato ad andare incontro a una condanna per violazione della legge sulla sicurezza nazionale nella città.

Lo stesso Chung si è dichiarato colpevole di secessione e di un'accusa di riciclaggio per donazioni ricevute via PayPal, nel quinto caso riguardante la legge imposta da Pechino a finire in un'aula di tribunale, ma ha aggiunto che "non ho nulla di cui vergognarmi". Chung si è dichiarato, invece, non colpevole delle accuse relative alla pubblicazione di materiale sedizioso e a un'altra accusa di riciclaggio. La sentenza e' attesa per il 23 novembre prossimo. 

Chung è l'ex rappresentante del gruppo indipendentista Student Localism, fondato nel 2016 e disciolto nel 2020 alla vigilia dell'entrata in vigore della legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino: pur non essendo più presente a Hong Kong, rami del gruppo sono ancora attivi all'estero.

Secondo le accuse mosse contro di lui c'è quella di volersi "sbarazzare del dominio coloniale dei comunisti cinesi" e di volere "costruire la repubblica di Hong Kong". Il gruppo è accusato anche di avere fatto appelli agli Stati Uniti per l'approvazione di sanzioni contro la Cina e l'amministrazione di Hong Kong, configurando in questo modo una collusione con forze straniere, altro reato punibile tramite la legge sulla sicurezza nazionale.

Chung si trova in custodia cautelare da oltre un anno, da quando fu arrestato, nell'ottobre 2020 in una caffetteria nei pressi del consolato Usa, ed e' stato gia' condannato a quattro mesi di carcere per vilipendio della bandiera nazionale cinese e assemblea illegale.

La legge sulla sicurezza nazionale ha spento il movimento pro-democrazia della città e prevede pene fino all'ergastolo per i reati di secessione, sovversione, terrorismo e collusione con forze straniere. Altre quattro persone sono state condannate in base alla legge, mentre gli arrestati sono oltre 150.

 

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