Un 36enne di Padova già condannato mette in atto la sua ultima rappresaglia e la fa finita

Lo stalker suicida aveva già ricevuto notifiche dai carabinieri
Lo stalker suicida aveva già ricevuto notifiche dai carabinieri

Una condanna a due anni e mezzo per atti persecutori contro la precedente fidanzata non lo aveva fatto desistere, uno stalker distrugge l’auto della compagna e poi tra sabato e domenica scorsi si toglie la vita. Un 36enne di Padova già condannato mette in atto la sua ultima rappresaglia e la fa finita. L’uomo aveva ricevuto un divieto di avvicinamento alla sua vittima per maltrattamenti, ma dopo essere entrato nel suo giardino le ha sfasciato l’auto e s è ucciso.

Stalker seriale si toglie la vita

Con la sua precedente compagna da cui aveva avuto un figlio l’uomo era stato egualmente violento ed anche con lei, fanno sapere i media, aveva minacciato di uccidersi. La Procura della Repubblica di Padova, per mezzo del Sostituto Sergio Dini, lo aveva poi indagato di nuovo per la nuova relazione. Sabato scorso il 36enne aveva ricevuto una notifica da parte dei carabinieri, con contestuale invito a presentarsi in tribunale per l’interrogatorio di garanzia, ma l’uomo ha fatto una scelta diversa e drastica, anche per se stesso.

La condanna in Appello e la terza vittima

Con la precedente fidanzata voleva darsi fuoco ma secondo l’indagine era lui che con violenze e prevaricazioni pare le avesse reso la vita un inferno. Era stata la Corte d’Appello a fissare una condanna a due anni e mezzo e l’avvocato della ex compagna gli aveva pignorato stipendio e automobile che lui aveva abbandonato in un fosso. Parrebbe, secondo i media, che l’uomo avesse avuto anche un’ennesima donna che lo accusò di atti persecutori ma con cui il 36enne andò a transazione senza andare a processo.