Un accordo internazionale contro le criptovalute e una roadmap per l'euro digitale

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Così ha esordito il presidente della Consob, Paolo Savona, parlando alla Digital Week di Milano Finanza di Bitcoin e criptovalute. “Siamo di fronte a una forma di falsificazione della moneta sovrana degli Stati che risponde alle esigenze di tutela della democrazia e del risparmio, quindi a mio avviso la situazione è questa”. Il problema, osserva, è che “le autorità in generale di fronte al fenomeno non l'hanno ritenuto sufficientemente importante. Sono passati ormai 12 anni e a questo punto il fenomeno ha cominciato a rivelare la sua sostanza. Ora, dobbiamo tamponare oggi una situazione permessa anche dalle autorità e la mia è anche un'autocritica”, ha affermato. Bisogna dire, ha aggiunto, che “l'unica moneta legale è la moneta ufficiale. Se vogliamo mantenere in vita le altre allora dobbiamo specificare delle regole di convivenza”.

Secondo Savona occorre con urgenza un accordo internazionale, anche perché non c'è solo Bitcoin ma anche alcune piattaforme che “alterano il mercato” e che “cominciano a concedere credito senza dare moneta ma con criptovalute create dalle piattaforme stesse. Non a caso siamo arrivati a 4-5mila criptocurrency in circolazione. Quindi, stanno alterando anche il mercato del credito”. In più, “stanno usando le criptocurrency per il mercato dei derivati, un qualcosa che non esiste che diventa garanzia di qualcosa che non esiste. Capisco che è un meccanismo complesso, ma le autorità sono di fronte a un problema da risolvere con urgenza”. Ciò che serve è un “codice della strada” per le criptocurrency e bisogna “educare le persone a usarle bene, non può esserci più questa attitudine di benevola disattenzione da parte delle autorità”.

Per risolvere il problema delle criptovalute in espansione “concentriamoci sul sistema monetario europeo che deve fare quello che Panetta ha studiato e proposto, ovvero l'Euro digitale”. L'Italia deve iniziare a prepararsi “ad accogliere dal punto di vista tecnologico tutte le istituzioni, anche la Consob si deve preparare con un centro elettronico che gestisca tutte le comunicazioni, bisogna cambiare profondamente il meccanismo di lavoro”. Anche perché l'euro digitale è sicuro quanto il contante e ha davanti un percorso preciso, tracciato da Fabio Panetta, membro del Comitato esecutivo della Bce. Una strada lunga cinque anni: “il Consiglio direttivo della Bce deciderà a metà luglio se lanciare il progetto, analizzati i risultati di sperimentazioni pratiche già in corso. In caso positivo ci sarà un periodo di due anni in cui decideremo le caratteristiche vere e proprie dell'euro digitale: come disegnarlo, ad esempio, per evitare che possa spiazzare i depositi bancari o addirittura generare instabilità finanziaria. Se l'esito dei due anni sarà positivo, ci saranno tre anni per una sperimentazione pratica, tra i cittadini, in aree specifiche”.

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