Un asino a Cannes

È uno dei film più particolari in concorso al festival di Cannes, a partire dal titolo: "EO", come il verso del protagonista della pellicola, un asino. Il regista è il maestro del cinema polacco, Jerzy Skolimowski, che lo ritiene "il film più importante della sua vita". Per motivi di salute, non potrà presentarlo di persona, ma sulla Croisette c'è la coautrice Ewa Piaskowska

Il film più importante di Skolimowski

"È il suo film più onesto, perché il suo amore per gli animali è reale ed è davvero importante per lui. Basta vedere come si comporta ogni giorno con il nostro cane e come si emoziona quando lo morde sul naso...è un sentimento molto profondo", dice Piaskowska, che di Skolimowski è anche la compagna.

Ispirato a "Au hasard Balthazar", un film del 1966 con un altro protagonista equino, "EO" segue le vicisssitudini di un asino grigio e malinconico in viaggio attraverso l'Europa, dalla Polonia all'Italia, con alterne fortune. L'animale Incontra persone buone e cattive, sperimenta gioia e dolore, mettendo in scena la società polacca moderna vista da una prospettiva insolita.

Il cast del film

Tra gli attori ci sono, Mateusz Kosciukiewicz, Sandra Drzymalska, Tomasz Organek e Isabelle Huppert, che appare in un cameo finale. Ma anche Lorenzo Zurzolo, 21enne romano con già diversi film e serie tv in curriculum, da "Compromessi sposi" a "Don Matteo".

"Ho fatto un'audizione in Italia perché il regista cercava un attore italiano. La prima volta lui non c'era, ma a partire dalla seconda audizione ci siamo subito trovati molto bene. Mi ha spiegato la sua idea del film, la sua idea del personaggio e io ero davvero emozionato perché sono un suo grande fan", le parole di Zurzolo sulla Croisette.

Tramite le peripezie vissute dal suo personaggio principale, interpretato da sei esemplari diversi nel corso della storia, "EO" è una testimonianza della stupidità e della crudeltà del genere umano, secondo le analisi dei commentatori.

Ma anche un esercizio di stile di Skolimowski, che si diverte a "sballottare la sua videocamera", accompagnato dalla fotografia di alto livello di Mychal Dymek. Riprese in soggettiva da un punto di vista originale per una storia che mette in luce la purezza del mondo animale, in contrapposizione a quello ostico creato dall'uomo. A vincere la palma d'oro, quest'anno, potrebbe essere un somaro.

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