Un bonifico, quello del governatore al cognato per i camici, che non convince del tutto

·2 minuto per la lettura
fontana conti alle bahamas
fontana conti alle bahamas

Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, è, come noto, indagato degli inquirenti milanesi per frode sul caso della fornitura di camici da 513mila euro a Regione Lombardia da parte dell’azienda del cognato, Andrea Dini. Il rappresentante della Lega, lo scorso 17 maggio, avrebbe cercato di fare un bonifico da 250mila euro in favore del cognato cercando dunque di rimborsarlo del mancato introito in quanto i camici erano stati trasformati in donazione dopo che un’inchiesta di Report aveva sollevato il conflitto di interessi del governatore (questo stando alle dichiarazioni in quanto secondo il Corriere delle Sera non vi sarebbe nessun documento, delibera o atto formale con cui la Regione Lombardia abbia accettato la trasformazione in donazione della fornitura pattuita da 75mila camici). I soldi in questo caso venivano da un conto in Svizzera, un tesoro da 5,3 milioni che in precedenza era detenuto da due trust alle a Bahamas. Nel settembre 2015 Fontana aveva utilizzato la legge sulla voluntary discosure per regolarizzare il denaro, ricevuto in eredità dalla madre. Tutto lecito, almeno da quando l’eredità di famiglia è stata scudata, ma le indagini dei pm di Milano serviranno a togliere ogni dubbio sui conti svizzeri del presidente leghista.

Fontana e i conti alle Bahamas

Una nuova pioggia di ombre sulla Lombardia e sulla Lega che ora sarà chiamata a dare delle spiegazioni. Salvini ha già definito tutto questo ridicolo, dicendo: “Basta giustizia alla Palamara, chi dona camici andrebbe solo ringraziato. Appena torneremo al governo la riforma della giustizia è la prima cosa che faremo”. L’avvocato di Attilio Fontana, Jacopo Pensa, ha invece dichiarato al Giornale: “Non ha avuto alcun ruolo nell’accordo di fornitura dei camici, non c’è alcuna traccia in questo senso e anzi ci sono elementi precisi che escludono un suo ruolo. E quello che ha fatto dopo è solo un sovrappiù di scrupolo e di onestà”.

Decisamente meno garantiste sulla vicenda sono le forze di opposizione con il capogruppo del Movimento 5 Stelle della Regione Lombardia, Massimo De Rosa, che ha comunicato che il M5s è “pronto a presentare la mozione di sfiducia al presidente Fontana”.