Un caso di coronavirus, la Nuova Zelanda torna in lockdown per 3 giorni

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New Zealand Prime Minister Jacinda Ardern participates in a televised debate with National leader Judith Collins at TVNZ in Auckland, New Zealand, September 22, 2020.  Fiona Goodall/Pool via REUTERS (Photo: POOL New via Reuters)
New Zealand Prime Minister Jacinda Ardern participates in a televised debate with National leader Judith Collins at TVNZ in Auckland, New Zealand, September 22, 2020. Fiona Goodall/Pool via REUTERS (Photo: POOL New via Reuters)

La Nuova Zelanda torna in lockdown, per tre giorni a seguito della scoperta di un nuovo caso di coronavirus. L’ultimo focolaio era stato registrato a febbraio. La premier, Jacinda Ardern, ha fatto ricorso a un linguaggio emozionale, usato all’inizio della pandemia, esortando la “squadra di 5 milioni” di neozelandesi (l’intera popolazione) ad agire in modo duro e subito nel tentativo di estirpare l’ultimo focolaio. “Abbiamo visto cosa succede altrove se non riusciamo ad arrivare prima - ha detto Ardern - Abbiamo solo una possibilità”. La premier ha fatto sapere che Auckland, dove vive l’uomo contagiato, e Coromandel, città dove era stato in visita, andranno in lockdown per 7 giorni e il resto del Paese per tre, mentre i sanitari cercano di risalire all’origine dell’infezione. Gli sviluppi hanno spinto le persone a fare la fila fuori dai supermercati per fare scorta di articoli essenziali e hanno causato un forte calo del valore del dollaro neozelandese.

La Nuova Zelanda è riuscita a debellare il virus e l’ultimo focolaio è stato registrato a febbraio. Ma Ardern aveva avvertito che la contagiosità della variante Delta avrebbe probabilmente richiesto un’azione più drastica rispetto alle precedenti epidemie. La Nuova Zelanda è stata anche più lenta di altre nazioni sviluppate a vaccinare la popolazione, lasciandola vulnerabile alle epidemie. Solo il 32% delle persone ha ricevuto almeno una dose e il 18% è completamente vaccinato. I funzionari hanno osservato con apprensione in crescente focolaio nella vicina Sydney, dicendo che non vogliono commettere gli stessi errori aspettando troppo a lungo per imporre misure rigorose. Funzionari sanitari hanno affermato che i test del genoma non diranno fino a mercoledì se l’uomo di 58 anni infetto avesse la variante Delta, sebbene stessero lavorando sulla base del presupposto che ce l’abbia. I funzionari hanno affermato di non essere riusciti a trovare immediatamente un collegamento tra l’uomo e le persone che sono risultate positive durante l’isolamento in quarantena dopo essere arrivate dall’estero. Il confine è visto come la fonte più probabile di eventuali focolai.

Il passaggio al lockdown più rigoroso sottolinea l’approccio molto diverso che la Nuova Zelanda ha adottato nei confronti del virus rispetto alla maggior parte delle altre nazioni, che stanno tentando di arginare la diffusione piuttosto che eliminare del tutto il virus. La Nuova Zelanda ha riportato solo 26 decessi dall’inizio della pandemia. Il blocco entra in vigore da poco prima della mezzanotte di martedì e prevede che le persone rimangano in casa, evitando incontri con altri. La maggior parte delle persone può uscire solo per fare la spesa o fare esercizio fisico. Il programma di vaccinazione della nazione stava accelerando, ma è stato sospeso per due giorni a causa dell’epidemia.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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