Un coro quasi unanime di fosche previsioni per l’Italia e le precisazioni da parte di Mosca

Il premier dimissionario Mario Draghi
Il premier dimissionario Mario Draghi

La crisi di governo italiana ha innescato le reazioni internazionali alle dimissioni di Mario Draghi. Quello che emerge è un coro quasi unanime di lodi al premier uscente e fosche previsioni per l’Italia, con le precisazioni da parte di Mosca. Spiccano le parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky: “Sinceramente grato a Mario Draghi per l’incrollabile sostegno all’Ucraina nel combattere contro l’aggressione russa e difendere i comuni valori europei, la democrazia e la libertà”.

Crisi di governo, le reazioni internazionali

Dal canto suo Laurence Boone, segretaria di Stato francese agli Affari europei, ha detto a radio France Inter: “Quando si ha un’Europa solida, nessuno tenta di attaccarla. L’Italia adesso entrerà in un periodo che forse sarà un po’ meno stabile di quello che abbiamo avuto in precedenza. Voglio rendere omaggio a Mario Draghi che è uno statista eccezionale, un partner della Francia. Abbiamo visto quanto abbiamo lavorato bene insieme. È un pilastro dell’Europa“. Discorso a parte ovviamente quello della Russia di Vladimir Putin, che per mezzo della portavoce degli esteri Maria Zakharova ha fatto sapere: “La Russia non sosterrà alcun partito nelle elezioni in Italia, come invece fanno Usa e Paesi Ue dichiarandosi a favore di una o l’altra forza politica in occasione di consultazioni in altri Stati”.

La Russia si smarca, Usa e Spagna impietosi

E poi: “Per noi in Italia è vantaggioso sviluppare la cooperazione. Ma chi, come e quando arriva al potere in Italia, è affare degli italiani“. Ampio spazio sulle prime pagine dei giornali tedeschi, con Frankfurter Allgemeine Zeitung che titola: “Il perdente è l’Italia”. E negli Usa? Il New York Times spiega che il governo Draghi ha “restituito influenza e credibilità” all’Italia e che la crisi porta il Paese verso una “nuova stagione di caos politico”. Impietoso lo spagnolo El Pais: “Il Parlamento italiano, un animale selvaggio e autodistruttivo, ha consumato mercoledì la sua ultima operazione letale e ha liquidato la legislatura obbligando il primo ministro, Mario Draghi, a dimettersi. Il violento evento ha molti genitori. Ma sono stati i partiti della destra, Forza Italia e la Lega, quelli che hanno inferto il colpo di grazia all’esecutivo di cui erano parte”.

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