Un errore che non è passato inosservato

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Regione Lombardia
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Regione Lombardia ha condiviso sul suo profilo Instagram un annuncio dedicato a giovani artisti e artiste lombardi, ma ha commesso una gaffe che non è passata inosservata. Ha usato l’asterisco per evitare la desinenza maschile e femminile, ma lo ha fatto con una parola per cui era del tutto inutile.

La gaffe di Regione Lombardia

Sei un giovane artist* o fai parte di un collettivo artistico? Hai tra i 25 e i 35 anni? Sei residente o domiciliat* in Regione Lombardia?” è l’annuncio che è apparso sul profilo Instagram della Regione Lombardia. L’intento era quello di usare un linguaggio inclusivo, evitando la desinenza maschile o femminile e servendosi di un asterisco per rappresentare tutti i generi. Lo staff che cura i social media della Regione Lombardia ha utilizzato l’asterisco proprio nella parola in cui non serviva. Artista è una parola in cui la “a” è desinenza neutra. Per raggiungere il loro scopo avrebbero semplicemente potuto spostare l’asterisco nell’articolo, visto che nell’annuncio risulta solo maschile. Si parla spesso ultimamente di linguaggio inclusivo e l’asterisco viene utilizzato proprio per questo. Il fatto che le istituzioni pongano l’attenzione sulla questione, che mette quasi sempre in secondo piano il femminile per quanto riguarda le professioni, è sicuramente positivo.

La Regione Lombardia, però, ha fatto una gaffe decisamente imbarazzante. Ha tentato di adeguarsi ad un linguaggio sempre più usato, ma commettendo un errore che non è passato inosservato. L’intenzione era sicuramente buona, ma l’uso dell’asterisco è risultato sbagliato. La Regione voleva avvicinarsi ad un argomento molto trattato negli ultimi tempi. Se ne è parlato a Sanremo, con la polemica riguardante Beatrice Venezi, che aveva raccontato di voler essere chiamata “direttore” e non “direttrice. Cristiana Collu, direttrice generale della Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea di Roma, ha deciso nel suo museo di introdurre un grande apostrofo davanti alla parola “artista” vicino ai quadri esposti. “Perché quando si pensa all’artista lo si immagina sempre uomo, e visto che per fortuna non è così quell’apostrofo evidente serve, eccome. É questo l’immaginario che dobbiamo cambiare” ha spiegato, come riportato da la Repubblica.