Un errore di battitura su Facebook, e si ritrova i carabinieri in casa

La frase letteralmente suonava così: “Ciao ma voi avete mai provato a sterminare i vostri bambini?”. In realtà la mamma intendeva dire “sverminare”, un termine che il correttore di Word e T9 cambia automaticamente in “sterminare”.

Ha sbagliato una consonante su Facebook e si è trovata i carabinieri in casa in piena notte. E’ successo a una madre 30enne di Villacidro, nella provincia del Medio Campidano in Sardegna. Il suo messaggio nel gruppo “Sos mamma” ha allarmato alcuni utenti del social network che, senza neanche accertare se si fosse per caso trattato di un malinteso, hanno subito avvertito le autorità. La frase letteralmente suonava così: “Ciao ma voi avete mai provato a sterminare i vostri bambini?”. In realtà la mamma intendeva dire “sverminare”, un termine che il correttore di Word e T9 cambia automaticamente in “sterminare”.

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“Volevo solo avere un consiglio e sapere se altre mamme avessero mai provato a sverminare un bambino”, si è giustificata. I carabinieri hanno parlato con i parenti della signora e, appurato che i suoi figli non correvano nessun pericolo, si sono congedati facendo ritorno in caserma. Come riporta un post successivo di “Sos mamma”, “qualcuno da Rimini ha avvisato i carabinieri della cosa e la sua famiglia alle due e mezzo di notte è stata svegliata dai carabinieri che sono andati a controllare se fosse tutto a posto. Quella mamma ci tiene a dire a tutti che era quello il senso del post: voleva consigli per togliere i vermi”.

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E commenta l’amministratrice del gruppo: “Io, invece, mi chiedo come sia potuta accadere una cosa del genere. D'accordo che viviamo in un mondo pieno di pericoli, ma pensare che una mamma venga a scrivere qui che vorrebbe sterminare i propri figli... Beh, almeno sappiamo che ci sono carabinieri molto solerti nei confronti delle mamme potenziali assassine! Spero che la stessa solerzia la impieghino contro i potenziali pedofili e contro gli uomini che maltrattano le compagne, le mogli, le fidanzate...”.

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Alessandria, su Facebook istigano all'odio razziale: due arrestiAlessandria (TMNews) - Due pistole, munizioni alterate, un bastone con il volto di Benito Mussolini, un tirapugni, una spada e un pugnale affilati, ma anche magliette decorate con la svastica nazista. E' il materiale trovato dalla polizia di Alessandria in un'abitazione privata, che ha portato all'arresto di padre e figlio: oltre a custodire queste armi in casa, i due inneggiavano alla violenza e all'odio razziale su Facebook. Gli agenti della Digos e della polizia postale li hanno scoperti grazie a una denuncia sporta da una persona che riferiva di aver subito ingiurie e diffamazioni su tre profili pubblici del social network. Dalle indagini è emerso che i profili fossero proprio riconducibili a padre e figlio, poi arrestati: la polizia, esaminando le pagine, ha scoperto che contenevano materiale, come foto e inserzioni, tale da configurare i reati di incitamento a commettere violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi e detenzione abusiva di armi.