Un esempio di architettura modenese rurale del Quattrocento

corte bocchi san prospero

Ciao Scheletrine e Scheletrini! In questa esplorazione urbana vi porto a Corte Bocchi, un bell’esempio di architettura rurale modenese del Quattrocento, la quale è sopravvissuta al terribile sisma verificatosi in Emilia Romagna nel 2012, il quale ha risparmiato davvero ben pochi edifici e palazzi. Essa è situata a Staggia, una frazione di San Prospero. Questo luogo è inoltre diventato tristemente noto per via della storia dei bimbi di Bibbiano, poiché a pochi metri dalla residenza si trova la chiesa di Don Govoni, ma di questa storia ve ne parlerò in uno dei prossimi articoli, in quanto ho esplorato anche quest’ultima.

Corte Bocchi: la struttura

Questa corte signorile a forma di L e a modello chiuso è stata costruita nel Quattrocento, modificata nel Settecento ed è costituita da:

  • casa padronale;
  • due torri laterali ormai crollate per via del terremoto;
  • fienili;
  • porcilaia/stalla.
  • una chiesa dedicata a San Michele, ora demolita.

La struttura originale è purtroppo visionabile solo tramite le coloratissime decorazioni murarie ancora presenti all’interno dell’edificio oppure da alcune piantine reperibili online.

corte bocchi 1

Corte Bocchi: proprietari e cosa vedere

Sebbene alcune stanze della casa padronale sono ormai completamente collassate, si possono ancora ammirare sia le decorazioni murarie che rimandano alla vita rurale, sia dei mobili antichi rimasti esattamente dove furono lasciati dagli ultimi abitanti. Visto l’avanzato stato di degrado, la zona superiore è letteralmente inagibile e mi sono dovuta dunque accontentare di rimanere al piano terra.

corte bocchi 2

Meritano altrettanta cauta visita anche le stalle e i depositi circostanti, nei quali è possibile fare un salto indietro nel tempo ed immaginare che questi erano animati dal fragoroso vociare di contadini e manovali. Qui sono infatti ancora presenti alcuni attrezzi agricoli ormai presi d’assalto da polvere, fango ed erbacce ma che comunque conservano il discreto fascino dell’inesorabile passare del tempo.

Corte Bocchi: la storia

Negli anni Venti il proprietario era il sindaco di San Prospero, mentre nel 1936 la corte passò nelle mani di Tito Bocchi, in quanto la acquistò per trasformarla nella sua dimora. Per questo motivo prese appunto il nome Corte Bocchi, il quale rimase invariato anche dopo le modifiche architettoniche avvenute intorno alla seconda metà del 1700. Queste ultime coinvolsero soprattutto l’abitazione padronale e furono commissionate da Domenico Tosatti e familiari, i quali fecero costruire un’osteria pubblica, un ufficio postale, nuovi alloggi di servizio e uno spaccio di generi alimentari.

corte bocchi 4

Si poteva dunque definire un paese nel paese, in quanto gli abitanti avevo a disposizione tutti le necessità primarie. Oggigiorno pare davvero strano vederla così silenziosa e notata distrattamente solo da qualche signore in bicicletta che passa davanti per caso.

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Foto e video

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