Un evento da non perdere per capire il potere della musica: il JOC di Roma

[Credits: Yamaha Music Foundation]

Chi ama la musica dovrebbe assistere a questo evento anzitutto per demolire un paio di luoghi comuni. Il primo è il cosiddetto «effetto Mozart», e cioè la tendenza a credere che solo Wolfgang Amadeus potesse comporre a tre anni di età. Ecco, questo evento dimostra che la scintilla della creatività con le sette note non è una sua esclusiva.

L’altro luogo comune è che imparare musica, almeno nei primi anni, sia uno strazio infinito, fatto di tecnica strumentale, tecnica vocale e solfeggio. Bene, questo evento ci dice invece che la musica è anzitutto gioia, e che l’idea di educazione musicale come appena descritta è nient’altro che giurassica.

«Questo evento» è dunque il Junior Original Concert (JOC). Organizzato dalla Yamaha Music Foundation, si terrà domenica 19 novembre al Teatro del Massimo di Roma (ore 16.30). I protagonisti sono ragazzi di età compresa tra i 6 e i 15 anni, allievi dei corsi di composizione che Yamaha organizza in Italia da oltre 35 anni e provenienti da tutta italia.

Un altro dei loro tratti comuni è l’essere educati alla musica partendo dalla creatività, parola essenziale per comprendere la forza del metodo della casa giapponese. Secondo Yamaha, essere creativi non è prerogativa di pochi e talentuosi eletti; tutti, invece, sono dotati di estro e inventiva cui attingere sin dalla tenera età per dar vita a qualcosa di nuovo. In questo caso specifico, belle pagine di musica.

Durante il JOC i ragazzi eseguiranno le proprie composizioni; inoltre, uno di loro sosterrà la prova di improvvisazione: gli sarà proposto un tema sul quale creerà all’istante un pezzo, esprimendo creatività al suo stato primigenio.

«Scrivere musica aiuta a sviluppare il senso armonico, la capacità pensare una melodia, di improvvisare e di variare, la conoscenza delle forme musicali. Ma soprattutto sviluppa la volontà di esprimersi, di lasciarsi trasportare nel mondo dei suoni e delle note, il desiderio di raccontare una storia o di esprimere le proprie emozioni in modo personale ed originale tramite la musica», spiega Roberta Ferrari, pianista e responsabile della didattica Yamaha. «Si comincia il prima possibile – prosegue Ferrari -, sviluppando la fantasia associata alla musica, educando l’orecchio e creando le condizioni perché i bambini si sentano liberi di esprimere loro stessi. Attraverso giochi ed attività divertenti, inserite in un graduale e specifico programma di lezioni che un team mondiale di esperti dei Corsi di musica Yamaha ha appositamente creato, si stimolano continuamente gli allievi a suonare la musica non solo così come la trovano scritta su uno spartito, ma a trattarla come materiale plastico da modellare, da trasformare ed a variare, rendendo quindi ogni attività musicale estremamente creativa e divertente».

Ciò che insegna il JOC è dunque il potere della musica, che grazie alla creatività insegna a diventare grandi nel modo migliore: imparando, e divertendosi. Senza per forza dover diventare il Mozart di domani (ma se accade, ben venga).

Potrebbe interessarti anche:

Manuel Agnelli, 30 di Afterhours

 

Usando Yahoo accetti che Yahoo e i suoi partners utilizzino cookies per fini di personalizzazione e altre finalità