A Un Giorno da Pecora il medico ritocca la definizione di un anno fa di "clinicamente morto"

·2 minuto per la lettura
il professor Zangrillo
il professor Zangrillo

Il Covid un anno dopo la sua “morte” secondo Alberto Zangrillo che ne ha tracciato lo stato attuale in una elegante ridefinizione rilasciata a Un Giorno da Pecora: “Il virus è clinicamente in letargo, speriamo che non si risvegli”. Il direttore della Terapia intensiva del San Raffaele di Milano conia così una definizione che lascia aperta più di un porta in quanto a scenari e dimostra che da quando è arrivata la pandemia i tecnici hanno ceduto al fascino delle iperboli letterarie.

Covid, Zangrillo: Il virus è clinicamente in letargo. Un anno fa era “clinicamente morto”

Un disimpegno d’altronde che calza a pennello con lo stato dell’arte e che quindi non forza alcuna situazione. Ne esce così davanti al pressing delle domande. E’ passato solo un anno – era il 31 maggio del 2020 – da quando lo stesso Zangrillo aveva solennemente dichiarato che “il virus, dal punto di vista clinico, non esiste più”. E il camice bianco è stato chiamato in causa su quella frase famosa: “La traduzione era volutamente di parte e maliziosa, non rinnego nulla. Il virus esiste, come esistono altre centinaia di virus”.

Covid, Zangrillo: Il virus è clinicamente in letargo, l’attacco alle “Cassandre”

E ancora: “Stiamo cercando questo e troviamo questo, se ne cercassimo altri ne troveremmo altri. Dobbiamo affrontare il virus con intelligenza, evitando di fare le Cassandre e gli indovini”. Poi gioca di fino e salace rincara: “Io di ‘cassate’ ne ho dette poche, quando ho avuto il dubbio mi sono fermato. La ‘cassata’ più grande è stata creare personaggi veri e propri che si sono autolimentati, sono entrati in competizione, hanno disorientato e hanno passato molto tempo sui media (a Massimo Galli prude il naso – nda) creando disagio”.

Covid, Zangrillo: Il virus è clinicamente in letargo, non gioco a fare Frate Indovino

E alla domanda se il virus oggi esista Zangrillo ha risposto, rimarcando alcune sue dichiarazioni del 31 maggio scorso: “Se riteniamo che ci possa essere un’equivalenza tra ‘clinicamente non esiste più’ e gli accessi in pronto soccorso, vi dico che fino a poco fa il pronto soccorso del mio ospedale era pieno di pazienti, ma non pazienti con insufficienza respiratoria da Sars-Cov-2. Questo per me vuol dire che il virus è clinicamente… in letargo… Vogliamo dirla così? Può darsi che si risvegli? Speriamo di no…”. Poi la chiosa: “Io non ho mai giocato a fare il Frate Indovino: è importante che se si risveglia venga affrontato in modo intelligente, bisogna affidarsi alla figura del medico di famiglia, centrale nel sistema sanitario, che va riqualificata dal punto di vista professionale e poi economico”.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli