Un giorno di spiaggia in Cina è la nuova definizione di 'affollatissimo'

La spiaggia di Qingdao il 21 luglio (Photo by Wang Haibin/VCG via Getty Images)

Ah, l'estate. Frotte di cittadini che si dirigono in ogni spiaggia d'Italia per raggiungere la sabbia, l'acqua e un po' di meritato relax.

Relax quando la spiaggia è calma e vuota, ovviamente. Ma non è sempre così. Il rischio, nei giorni di punta, è di avere lo spazio sufficiente solo per scendere dalla sdraio o per spostarsi sul telo: l'assembramento diventa notevole e il dubbio di cambiare destinazione viene spontaneo.

Tutto bello, comunque e in ogni caso, se rapportato alle spiagge della Cina, che come è noto è il Paese al mondo con più abitanti, quasi un miliardo e quattrocento milioni.

La spiaggia di Qingdao il 20 luglio (Photo by Song Peng/VCG via Getty Images)

Queste foto scattate nella città di Qingdao, nella provincia di Shandong, mostrano una spiaggia iperaffollata. Non c'è quasi lo spazio per camminare nei punti migliori e il caos è di notevole portata. Le immagini, catturate il 20 e il 21 luglio 2019, sono la prova che la folla sulle nostre spiagge non è poi così densa come si può pensare a mente fredda.

Qingdao fa ben 9 milioni di persone come popolazione, poco meno dell'intera Lombardia (la regione più popolosa d'Italia). Ex colonia tedesca fino al 1914, la città ha la fortuna di avere un clima temperato, sì umido ma non tanto quanto altre zone della Cina. I suoi cittadini amano frequentare la spiaggia sfruttando le temperature leggermente più basse rispetto ai litorali limitrofi.

Il mare è uno dei migliori anche per il surf, che in Cina è poco sviluppato per via delle onde molto poco pronunciato.

La spiaggia di Qingdao il 21 luglio (c'è pure posto!). (Photo by Wang Haibin/VCG via Getty Images)

Guardando le foto si scopre un tratto fondamentale del popolo femminile cinese: l'assenza di bikini o di costumi che mostrino l'ombelico. Sulla spiaggia circolano infatti uomini con costumi a pantaloncino (pochissimi slip) e donne per lo più in maglietta. Il senso del pudore si percepisce a distanza. Insomma, un altro mondo.