"Un giorno sono stata piantata". Questa storia illustrata dimostra che essere lasciati non è la fine del mondo

Elisabetta Invernizzi

 

“Non so come sia potuto succedere, ma un giorno sono stata piantata. Frequentavo un ragazzo e all’improvviso mi ha detto che non voleva più uscire con me”. Inizia così la storia di una ragazza e del suo vaso. Un vaso pieno di terra dentro cui si ritrova la giovane, caschetto nero e folte ciglia lunghe, dopo essere stata letteralmente piantata dal fidanzato. A mente fredda, dopo un po’ di tempo trascorso senza uscire di casa, realizza: “Dopo una rottura è normale sentirsi male, ma mai avrei immaginato che mi sarei sentita così immobile”. Ed è da qui che inizia la sua riabilitazione che trasformerà quel vegetale in uno splendido tulipano rosso. Quella ragazza, annaffiata dall’amore degli amici, diventerà una donna pronta a sbocciare.

La storia ha un lieto fine e un bel messaggio di fondo, che dice più o meno questo: se ti piantano non è la fine del mondo perché, ancora non lo sai, ma, un giorno, fiorirai.  

 

A scrivere e disegnare questo racconto dal titolo emblematico “Sono stata piantata”, è Martina Sobacchi, giovane illustratrice brianzola, che gioca sul doppio significato, letterale e figurato, del verbo “piantare” – abbandonare qualcuno in maniera improvvisa, ma anche collocare nella terra un seme perché prenda vita – per illustrare una favola moderna. Che non nasconde il lato triste.

“Dovete sapere che essere piantata, avere i piedi immobili, non potersi spostare, non è per niente bello”. È così che da quel vaso non esce più: rotola per casa, si adatta, decide che vestirsi non è importante, dorme a fatica. E allora non le resta che piangere. Piange così tanto da allagare il suo appartamento. “Mi stavo abituando a quella condizione. Ormai non pensavo neanche più di essere una piantata, ma solo che la mia vita non fosse mai stata diversa. Gli altri, invece, se ne ricordavano molto bene”. In particolare gli amici, che hanno cercato in ogni modo di farla uscire e si sono presi cura di lei. Tutte le persone...

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