Un giovane partenopeo l’ha inviata al deputato dei Verdi Francesco Emilio Borrelli che l’ha diffusa

Lo screenshot della "proposta incedente" inviata da Ciro a Borrelli
Lo screenshot della "proposta incedente" inviata da Ciro a Borrelli

Una proposta di lavoro vergognosa su Whatsapp: 3,80 euro all’ora per 72 ore a settimana: un giovane partenopeo l’ha inviata al deputato dei Verdi Francesco Emilio Borrelli che l’ha diffusa sui suoi canali social. Il testo di quello che Ciro ha inviato all’ex consigliere regionale, oggi parlamentare, è eloquente: “Che vita è quella con una settimana di vita (168 ore) di cui 72 dedicate al lavoro e pagate senza straordinari né festivi, 3,8 euro all’ora circa e due domeniche di lavoro?”.

Proposta di lavoro vergognosa su Whatsapp

Francesco Emilio Borrelli l’ha ricondivisa sui suoi social network e la faccenda sta suscitando un enorme e legittimo scalpore. Ecco comunque il testo della parte più vergognosa dell’offerta: “Lavoro dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 20, con pausa pranzo. Più due domeniche, per mezza giornata, che vengono poi recuperate”. E in che modo andrebbero recuperate? Ecco come: “Lunedì anziché lavorare dalle ore 8 alle ore 20, fai dalle 8 alle 14”. Tutto in ordine dunque, magari nell’Alabama del primo ‘800. Poi la solita esca finale: dopo il tempo determinato il “contratto a tempo indeterminato”. Ciro ha scritto a Borrelli: “Questo è il trattamento riservato alla maggior parte dei ragazzi che voglia lavorare, di crescere e di crearsi un futuro. Gli è concesso lavorare in queste condizioni, dove alla base c’è lo sfruttamento con ‘offerte di lavoro’ di questo genere”.

Il commento del neo parlamentare dei Verdi

“Non so in quale Paese che possa definirsi ‘civile’ sia normale tutto questo”. E  Borrelli, cosa ha risposto? “Continuano ad arrivare segnalazioni di offerte di lavoro on line assolutamente indecenti ad opera di agenzia di lavoro e job service che non esitano a pubblicare annunci a dir poco inaccettabili. Nei nuovi screenshot della vergogna non solo il tentativo palese di sfruttare la necessità dei giovani di dover guadagnare qualcosa, specie in un periodo di crisi economica delle famiglie come quello che stiamo vivendo, ma anche la profonda delusione degli stessi”.