Un giudice americano sfida Trump: stop al 'tetto' per i 'dreamer'

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AGI - Tornano a sperare in Usa decine di migliaia di 'dreamer', i sognatori, gli immigrati portati illegalmente in Usa da bambini. Un giudice federale di New York ha stabilito che il capo del Dipartimento per la Sicurezza interna, Chad Wolf, non occupava legittimamente il suo incarico e che pertanto non è valida la sua decisione di sospendere e limitare il programma Daca, Deferred Action for Childhood Arrivals, che protegge i giovani che sono stati portati in Usa da bambini.

La sentenza, scritta dal giudice Nicholas Garaufis, del tribunale del distretto orientale di New York, arriva dopo che lo scorso luglio Wolf aveva emesso un'ordinanza in cui si affermava che le nuove richieste alla Deferred Action for Childhood Arrivals non sarebbe state accettate e che i rinnovi erano limitati a un anno invece di due.

Si tratta dell'ultima sentenza di un tribunale contro i tentativi dell'amministrazione Trump di annullare il programma dell'era Obama che attualmente protegge circa 640 mila giovani immigrati portati negli Stati Uniti illegalmente da bambini. A giugno, la Corte Suprema aveva bloccato il tentativo nel 2017 dell'amministrazione Trump di annullare il Daca, affermando che il ragionamento dell'amministrazione era "arbitrario e capriccioso"; e a luglio, un tribunale federale del Maryland aveva invitato l'amministrazione ad iniziare ad accettare nuovi candidati.

E invece, Wolf - che non è stato confermato nel suo incarico dal Senato degli Stati Uniti- aveva emesso un promemoria il 28 luglio che, secondo il giudice Garaufis, "ha effettivamente sospeso il Daca" in attesa di una revisione del Dipartimento per la sicurezza interna: Wolf ha stabilito che nessuna nuova domanda sarebbe stata accettata e che i rinnovi sarebbero stati limitati a un anno invece di due.

Ma queste limitazioni non sono valide perché, ha scritto il giudice, Wolf non ricopriva "legittimamente l'incarico di segretario ad interim della Homeland Security ai sensi del National Security Act" (tra l'altro non è la prima volta che Wolf vede messa in dubbio la legalità della sua nomina a segretario ad interim nel 2019). Karen Tumlin, uno degli avvocati e direttore dell'organizzazione Justice Action Center, ha osservato che la sentenza presume che "gli sforzi del Wolf Memorandum per mettere fine al programma Daca sono stati ribaltati".

Secondo Tumlin, la sentenza riguarda piu' di un milione di persone, non solo i piu' recenti candidati al Daca ma anche coloro che hanno chiesto una proroga di due anni. "è un giorno di speranza per molti giovani in questo Paese".