"Un governo all'insegna delle novità". Conte accetta l'incarico e apre alla discontinuità

andrea managò

Salito di prima mattina al Quirinale per accettare l'incarico che gli ha conferito il Capo dello Stato Sergio Mattarella, Giuseppe Conte ha lanciato subito una lista di parole d'ordine che segnano una discontinuità rispetto al suo precedente governo. Anzi, alla sua prima esperienza a Palazzo Chigi il premier incaricato sostanzialmente non ha fatto accenno se non per le sue riflessioni personali.

"La prospettiva di avviare una nuova esperienza di governo, con una maggioranza diversa dalla precedente, mi ha sollevato più di qualche dubbio", ha ammesso Conte. Che poi ha chiosato: "Ho superato le perplessità, forte della consapevolezza di aver cercato di operare sempre nell'interesse di tutti i cittadini, nessuno escluso".

Se 14 mesi fa, quando aveva accettato l'incarico alla guida di un esecutivo sostenuto da una maggioranza formata da M5s e Lega, Conte si era definito "l'avvocato del popolo", oggi il professore di diritto ha parlato invece di "nuovo umanesimo" ed un governo "per e non contro" all'insegna "della novità". Con delle priorità che sembrano aprire ad alcuni dei temi più classici del centrosinistra italiano, dal lavoro alla solidarietà sociale, senza invece menzionare i provvedimenti per disciplinare l'immigrazione, cavallo di battaglia della maggioranza gialloverde.

"Siamo a poche settimane dall'inizio della sessione di bilancio. Mi metterò subito all'opera per una manovra che contrasti l'aumento dell'Iva, tuteli i risparmiatori, dia una solida prospettiva di crescita e sviluppo sociale", ha sottolineato Conte parlando al Quirinale. Sterilizzazione dell'aumento dell'Iva e attenzione per la crescita sostenibile come priorità, dunque.

Poi il presidente incaricato ha chiarito i confini del ruolo da giocare sul piano internazionale del nuovo esecutivo a cui sta lavorando: "Dobbiamo recuperare il tempo sin qui perduto per consentire all'Italia di svolgere quel ruolo da protagonista che merita un Paese fondatore". Ed ha accennato al rapporto con gli Stati Uniti, dopo aver incassato nei giorni scorsi anche l'endorsement di Donald Trump. Un ribadire insomma la consolidata tradizione del binomio atlantismo ed europeismo.

Dal pomeriggio Conte partirà con il suo giro di consultazioni con i partiti. Nel frattempo l'ex alleato di governo, Matteo Salvini, ha lanciato una manifestazione a Roma per il 19 ottobre, definendola "una grande giornata di orgoglio italiano".

Una piazza motivata dal leader della Lega "perché è in corso un furto della democrazia una minoranza della minoranza sconfitta a tutte le elezioni sta cercando di rientrare dalla finestra". Per il nuovo alleato di governo dei 5 Stelle, il Pd, ha parlato il capogruppo alla Camera Graziano Delrio, uno dei mediatori in questi giorni di trattativa: "Abbiamo lavorato bene con i capigruppo M5s sui temi da portare avanti. Il difficile per Conte viene ora, bisogna uscire da alcune ambiguità, ci sono investimenti pubblici e privati importanti da sbloccare".