Un imprenditore vuole realizzare mascherine gratis, ma non trova il materiale

Omero Cambi

“Faccio appello a tutte le aziende che producono materiale utile per creare le mascherine. Sono disposto a mettere a disposizione la mia azienda, le mie macchine per produrre mascherine e sono con me in questa decisione anche i miei 31 dipendenti. Vogliamo donarle, non venderle e preciso che non ci poniamo alcun limite di tempo: lo faremo finchè ce ne sarà bisogno”.

E' l'appello lanciato da Antonio Montagnani, imprenditore titolare di due pelletterie a Scandicci (Firenze), Edo.Mat ed Elys Color, specializzate nella realizzazione di borse per le grandi firme della moda.

“Sono alla ricerca del materiale per far partire la produzione quanto prima – ha affermato Montagnani – e sono pronto a comprarlo a mie spese pur di portare avanti questo progetto. Ora l'importante è che la burocrazia ci dia una mano e non ci metta i bastoni tra le ruote: vediamo che anche nell'emergenza i limiti sono tanti”.

Ma la voglia di mettersi a disposizione c'è: “Noi siamo stati le prime due piccole aziende della zona a decidere di chiudere ancora prima del decreto – spiega l'imprenditore – perché abbiamo ritenuto che fosse inutile mettere a repentaglio la vita dei nostri operatori per fare borse, che non sono beni di prima necessità.

Ora che c'è bisogno ci mettiamo a disposizione: per fare le mascherine servono macchine da cucire e buona volontà, e noi li abbiamo”. D'accordo anche i 31 dipendenti, ora a casa: “vogliono sentirsi utili – spiega Montagnani – e magari può essere un modo per passare alcune ore della giornata, finché non potremo riaprire”.

Appena sarà trovato il materiale, la produzione potrà partire per realizzare le mascherine. Non quelle necessarie al personale medico, che hanno requisiti molto particolari, ma aggiunge Montagnani, “certamente le nostre mascherine potrebbero essere d'aiuto alla protezione civile, o alla Croce rossa, ai tanti volontari e operatori a contatto con la gente, dalle ambulanze al lavoro nelle comunità.

Se qualche ente le vorrà noi, siamo a disposizione. L'importante che il nostro lavoro non sia a vuoto”